Chiedendo perdono al grande Massimo Troisi, scusate il ritardo. Come avevo promesso, ritorno a parlare di A QUALCUNO PIACE GIALLO, la rassegna di Brescia, dopo averci partecipato come uno degli autori protagonisti degli incontri con il pubblico.  Il festival è finito il 17 aprile con grande successo, e questa è la cosa più importante.

Io poi non devo fare un articolo sulla rassegna, ma soltanto voglio raccontare come ho vissuto i due giorni dove sono stato felicissimo ospite e quali impressioni ho ricavato. Anche perché la rassegna è giunta alla ottava edizione ed io invece ero alla mia prima partecipazione, quindi non avevo confronti da fare. Visto che sto parlando di un avvenimento passato – 12 e 13 aprile, per le date che mi riguardano – mi sento autorizzato a farlo con molta libertà, seguendo i frammenti della mia memoria. Intanto confesso che avevo già scritto un resoconto in treno mentre tornavo a Roma, il 14 mattina, per fare in tempo a votare, essendomi alzato all’alba. Sforzo che potevo evitare, visto come sono andate le elezioni. Forse non ero tanto sveglio quanto credevo, perché quando ho riletto le pagine scritte a penna per trasferirle sul computer, ho fatto l’operazione che spesso faccio su di me: ho buttato via tutto perché non mi piaceva. Qualche maligno dice che dovrei farlo più spesso, di gettare via tutto. Ma ai cattivi non si risponde, si lasciano andare al loro destino. Adesso via con i ricordi.

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