Cinque artisti cinesi si narrano reciprocamente delle storie per ritrovare l’ispirazione. Unica regola: scegliere un fiore e un colore diverso per ogni racconto.
3. La gialla dimora del risveglio
Due fiori allo specchio, tesi fra il trattenere e il lasciar andare: il pesco e la lycoris aurea, uno rosa e l’altra gialla, come la bellezza e la rinascita.
Omaggiando il pesco e la lycoris aurea, rispettivamente di colore rosa e oro, la terza narratrice Lao Huang, mecenate austera e regale, intende celebrare l’ordine e l’armonia. Eppure, la casa sembra voler incrinare i suoi pensieri in maniera ossessiva. Forse, la quiete da lei costruita così alacremente non è altro che una mera illusione. E se i sussurri che circolano nella casa fossero l’unica traccia di vita, in una realtà ormai ridotta a una serie di ombre e fantasmi?
2. Il sogno del palazzo scarlatto
Due fiori allo specchio, tesi fra passione e misticismo: la peonia e il loto, una rossa e l’altro viola, come il sangue e il distacco dal mondo.
Omaggiando la peonia e il loto, rispettivamente ammantati di rosso e di viola, la seconda narratrice Xiao Hong imbastisce due storie dove il divampare improvviso delle passioni si vena di un senso di caducità che sembra scaturire da molto lontano. Ritrovandosi a pensare al passato, la sua mente arriverà quasi a temere la strana atmosfera che aleggia fra le parole e nello spazio che ospita tutti i convitati: e se il respiro di morte che serpeggia nelle storie, improvvisate fra i rasi sontuosi di Il sogno del palazzo scarlatto, provenisse dalla casa stessa, viva e pulsante come un fiore che attende solo di divorare chi si trova al suo cospetto?
1. Il libro dei verdi incanti
Due fiori allo specchio, e il loro rovescio d’ombra: la camelia e la campanula, una verde e l’altra azzurra, come gli spettri e le creature immortali.
Omaggiando la camelia e la campanula, ammantata di verde la prima e di blu la seconda, la prima narratrice Xiao Qing sente inaspettatamente l’alito della morte serpeggiare nella propria voce, come guidata da oscuri ricordi mai sopiti: ecco che ciò che era partito come un gioco si trasforma ben presto in qualcosa carico di atmosfere spettrali e creature inquietanti, come se il giardino che circonda la casa invadesse la sua anima mano a mano che le parole si fanno suono e carne. Perché di fronte alla maestosità sublime del paesaggio il suo pensiero ha invocato immagini funeree, trasformando quel ritrovo così speciale in qualcosa di macabro? Cosa nasconde il giardino dell’enigmatica mecenate Lao Huang? Nel Libro dei Verdi Incanti il confine fra realtà e illusione si fa spesso opaco, producendo un continuo scarto fra ciò che crediamo essere la verità e ciò che serpeggia nell’ombra, al di là della superficie, mostrandoci la caducità della vita umana e la natura effimera delle cose, ma anche la bellezza illuminante della vacuità e dell’impermanenza.
Sacha Rosel ha una laurea summa cum laude in Lingue e Letterature Straniere Europee e una laurea magistrale in Lingue e Civiltà dell’Asia Orientale, si è specializzata in lingua inglese e in lingua cinese con due tesi a tematica letteraria di ispirazione femminista. Ha tradotto diversi romanzi dall’inglese all’italiano e scrive in entrambe queste lingue. Oltre ad avere partecipato a diverse antologie di stampo horror, fantastico e noir, ha pubblicato una raccolta di poesie, Carne e Colore (Noubs, 2008), un romanzo horror di ispirazione cinese, Fiori nell’ombra (Demian, 2012) e il dark fantasy My heart is The Tempest (Vraeyda, 2021), primo volume di una trilogia ispirata a La Tempesta di Shakespeare e alla figura della strega Sycorax. Collabora inoltre con recensioni di libri e film al sito Thriller Magazine.it, al blog Libro Guerriero e alla rivista Leggere Donna. Il suo sito personale (in inglese) è www.lunadonna.net.








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