Il rapporto tra produzioni televisive e censura è da sempre un argomento di attualità negli Stati Uniti, e il telefilm giallo non fa eccezione.

Gli stessi grandi network commerciali - NBC, CBS e ABC in testa - operano da sempre una sorta di "autocensura" che costituisce perenne motivo di diverbi e tensioni tra la parte creativa - autori, registi, interpreti - e la parte che potremmo definire amministrativa-dirigenziale, alla quale da sempre spetta l’ultima parola su cosa viene trasmesso e cosa no, e alle cui decisioni gli executive delle varie produzioni non hanno in genere altra scelta che quella di piegarsi.

Eh sì, perché nei "liberi" Stati Uniti la libertà ha dei confini ben precisi, che fra l’altro sono in genere diversi se non più rigidi che da noi, fino al punto di sembrare esagerati o persino ridicoli.

Del resto bisogna tenere presente che gli Stati Uniti sono anche il Paese delle associazioni di telespettatori o di genitori, delle PTA (Parents and Teachers Associations), capaci di insorgere se un telefilm trasmette una scena troppo spinta, troppo violenta o con espressioni troppo volgari, dimenticando che i loro figli si esprimono tutti i giorni in modo assai più turpe senza bisogno degli insegnamenti del piccolo schermo.

Ma partiamo dalle origini. Siamo nell’ormai lontano 1951: negli USA il telefilm giallo è appena nato, e Dragnet esordisce sugli schermi della NBC. Tutta l’azione in quella serie si limitava a qualche goffa scazzottata, che a rivederla oggi potrebbe al massimo fare ridere, ma che all’epoca fu sufficiente perché la serie fosse giudicata "violenta", provocando addirittura delle polemiche.

La stessa sorte tocco più o meno a tutte le produzioni di quel periodo, da M Squad a Naked City.

L'equalizzatore

Equalizer, Lucy, Sin City 2, Party Girl

Paola Rambaldi, 20/10/2014

Baker Street W1-City of Westminster

Concorso per un racconto in inglese riservato proprio ai teen-agers di Pisa e provincia

Redazione, 24/03/2014

Naked Heat

Nikki Heat, la bella e brillante poliziotta della squadra omicidi di New York alle prese con un difficile caso e...

Pino Cottogni, 30/03/2011