La sindrome di Tourette è una condizione che spinge il malato a improvvisi sfoghi verbali, costituiti per lo più da parolacce urlate e/o giochi di parole che interrompono il normale modo di esprimersi del soggetto nei momenti di nervosismo o quando qualche elemento della realtà circostante attira la sua attenzione e innesca lo sfogo tourettico. A questo elemento orale-verbale della sindrome è associato quello fisico: tic e gesti compulsivi, che spesso richiedono il contatto con l’interlocutore o la ripetizione precisa di un medesimo gesto (aprire e chiudere una porta, accendere e spegnere un interruttore, toccare un certo numero di volte la spalla di una persona). Questa sindrome viene utilizzata da Lethem nel romanzo, scritto in prima persona, non solo come effetto di superficie ma come parte integrante della personalità e della capacità espressiva e comunicativa del protagonista.

Lionel Essrog, soprannominato da Frank Minna ‘the free human freakshow’ è dunque soggetto a inopinate raffiche di parole, vere e inventate, talvolta ingiuriose, spesso, se non sempre, inappropriate alla situazione o decisamente imbarazzanti.

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