Questo romanzo di Massimo Carlotto è stato ottimamente recensito un anno fa da Piergiorgio Pulisci (libri/5469), articolo a cui rimando per i dettagli inerenti l’intreccio della vicenda e lo stile dell’autore. Quello che interessa Il nero tra le righe è vedere in che modo la parabola esistenzial-politica di Giorgio Pellegrini, protagonista e narratore di Arrivederci amore ciao, si inscrive nel mare magnum del genere noir, cui indubitabilmente appartiene. L’ex-brigatista ex-latitante ex-facinoroso e assassino che passa dalla rivoluzione armata alla borghesia dei parvenus è certamente emblematico della figura, cara all’hard-boiled fin dai tempi di Hammett e Chandler, dell’opportunista spietato e indifferente. Fin qui niente di nuovo. Naturalmente, l’utilizzo che Carlotto fa di questo ‘tipo’ è, contrariamente a ciò cui ci hanno abituato gli scrittori americani, del tutto scevro da schematizzazioni moralistiche e prese di posizione a priori: per quanto sgradevole e corrotto sia Giorgio Pellegrini, l’autore lo tiene sempre ben alla larga dalla macchietta e dalla riduzione a ‘cattivo’. Può sembrare cosa da poco ma non è così. Come rilevava infatti David Foster Wallace in uno dei saggi apparsi nella raccolta Una cosa divertente che non farò mai più, la tendenza, anzi il bisogno di schematizzare e suddividere in senso ‘morale’ azioni e personaggi è profondamente radicato nella mentalità americana, parte imprescindibile della tradizione culturale statunitense.

In termini concreti, in un genere come il nostro in cui il delitto, la violenza, la sopraffazione e il gesto estremo sono elementi abituali e irrinunciabili di ogni storia, questo impulso moralizzatore e semplificatore si fa sentire e si manifesta con una nitidezza e una perentorietà affatto peculiari.

Massimo Carlotto e The Black Album

Il noir tra cronaca e romanzo

Piergiorgio Pulisci, 4/07/2012

Massimo Carlotto - The Black Album

Il noir tra cronaca e romanzo

Piergiorgio Pulisci, 4/07/2012

The Black Album

Conversazione sul noir con Massimo Carlotto

Redazione, 18/06/2012