Per quanto Il ragazzo americano segni l’esordio sul mercato editoriale italiano dell’autore, non è assolutamente un’opera prima, come si evince dalla qualità della narrazione. Andrew Taylor è uno scrittore di vasta esperienza, un professionista serio e preparato.

ThrillerMagazine ve lo fa conoscere meglio attraverso questa intervista in esclusiva.

Benvenuto a ThrillerMagazine, Mr. Taylor. E benvenuto in Italia.

Grazie!

“Quando” e “come” è nata l’idea per Il ragazzo americano?

Circa dieci anni fa. Leggendo i racconti di Poe notai, nell’introduzione, che aveva passato cinque anni della sua infanzia in Inghilterra. Originariamente, pensai più in termini di una base per un dramma, piuttosto che di un romanzo.

Ci sono elementi autobiografici in Il ragazzo americano?

Non direttamente, ma sospetto che la maggior parte dei romanzi, di sicuro tutti i miei, abbia elementi autobiografici rifratti e distorti dalla lente della fiction.

Cosa ci racconta circa la grossa ricerca storica sul diciannovesimo secolo, di primaria importanza per un romanzo come il suo?

Non ho mai scritto un romanzo che richieda altrettanta ricerca!

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