N “Come mi vesto?”

LS “Come ti pare, fa un caldo becco e al multisala di primo pomeriggio non viene nessuno, oltretutto una volta entrate siamo al buio”

N “Con l’autobus scenderò in piazza a Casalecchio, come ci arrivo al Multisala?”

LS “A piedi. E’ nemmeno a 400 metri”

N “Ma fa caldo…”

LS “…”

N “Vabbé allora OK, alla 16, 30, davanti alla fontana con la palla del multisala …”

LS “OK”

La schermitrice si fa trovare all’orario pattuito, N è già lì, vestita come se dovesse partecipare a un gran galà, abito scollato sbriluccicante, sandali alti in filo armonico sega-alluci altissimi.

N “Mi sono fatta dare un passaggio perché avevo male ai piedi”

LS “Poi dentro ti metti comoda, oggi fa più caldo del solito. Ma hai portato la giacca a vento?”

N “Sì, l’ho pigiata nella borsa, ma dici che serve?”

LS “Serve, serve…”

Già dall’atrio il multisala promette un clima da giorni della merla seggiovia.

Dopo una breve discussione si opta per Viaggio in Paradiso con Mel Gibson. Sperando bene.

N parla a voce alta per tutto il tempo e dopo poco comincia a far ballare pure la poltrona “N? Sei tu che fai tremare il sedile a questo modo?”

N “sì, il sandalo mi ha fermato la circolazione e ho le formiche ai piedi, così mi gratto per riattivarla”

LS “ti prego, non così forte, per un attimo ho pensato che fosse di nuovo il terremoto!” (Siamo in Emilia)

N, sinceramente mortificata, si scusa. Ma dopo mezz’ora l’attività sussultoria riprende.

LS “Ma N, ti stai ancora grattando?”

N “No, pensavo che stavolta fossi tu!”

LS “Azz… ma allora?”

In coro “è IL TERREMOTO!”

N “Che facciamo? Ci alziamo subito e corriamo fuori?” Rapida occhiata intorno

“Il soffitto sembra solido e gli altri (4 persone in tutto) non si muovono. Mah, abbiamo appena pagato, aspettiamo ancora un po’…”

Viaggio in paradiso – USA 2012 – 95’ 

Regia: Adrian Grunberg  

Con: Mel Gibson, Daniel Giménez Cacho, Jesús Ochoa, Roberto Sosa, Dolores Heredia.

Un rapinatore in fuga varca i confini del Messico, ma viene arrestato dalle autorità locali, che dopo essersi impossessate del bottino lo chiudono a El Pueblito, un penitenziario-baraccopoli dove dominano violenza e corruzione. Lì, stringe amicizia con un ragazzino di dieci anni che gli spiega che chi comanda è Javi, un ricco trafficante malato, a cui il ragazzino è condannato a donare il proprio fegato… 

Ambientato nella claustrofobica prigione-baraccopoli avvince per tutto il primo tempo, cadendo sul secondo per la smania di esagerare. Candidi imbrogli ai cattivi di turno fuori e dentro dal carcere, improbabili telefonate fatte da cabine telefoniche a importanti personalità che ci cadono subito come pere, fegati pulsanti appena estratti da rimettere a posto immediatamente e tante ingenuità assortite. Troppe.  

Simpatica presa in giro a Clint Eastwood, ma resta pur sempre un’occasione sprecata.

Attack the Block - Gran Bretagna 2011 – 88’ 

Regia: Joe Cornish 

Con: Jodie Whittaker, John Boyega, Alex Esmail, Franz Drameh, Leeon Jones, Simon Howard, Luke Treadaway, Nick Frost, Jumayn Hunter. 

Un’infermiera che rincasa a tarda ora viene rapinata da una gang di ragazzini incappucciati, proprio mentre un meteorite si schianta su un'automobile. Ne esce una strana palla di pelo nero ispido dai denti fosforescenti, che Moses, il capetto della banda, uccide senza difficoltà. Da qui ha inizio una vera e propria invasione aliena: grossi mostri sempre più numerosi inseguono i ragazzini dentro il caseggiato, per vendicare il loro simile e lo stabile si trasforma nel campo di battaglia di una guerra tra due mondi… 

Una bella avventura realizzata a bassissimo costo all’interno di uno squallido palazzone con qualche pelouche, una banda di giovanissimi attori sconosciuti e tante idee.  

A volte basta poco per divertire ed emozionare e ATTACK THE BLOCK ci riesce benissimo.

Il dittatore – USA 2012 - 83’ 

Regia: Larry Charles.  

Con Sacha Baron Cohen, Anna Faris, Ben Kingsley, Jason Mantzoukas, Megan Fox.  

Le Nazioni Unite invitano alle dimissioni il dittatore Haffaz Aladeen, ma lui ostinato a mantenere la sua posizione decide di partire per gli Stati Uniti per rispondere delle proprie azioni. Una congiura di palazzo, ordita dal fratello, gli cambierà la vita. Privato della riconoscibile barba e sostituito da un sosia sarà costretto a vagare per Manhattan per scoprire la democrazia a sue spese… 

Pur apprezzando il politicamente scorretto La Schermitrice, vedendolo, ha increspato appena le labbra in un paio di occasioni, dopo Borat e Brüno, Baron Cohen, seppur bravissimo, inanella una serie di gag spesso mal sfruttate o abbandonate sul nascere.  

La barba al posto dei baffetti di Chaplin ne Il grande dittatore per un ibrido di Saddam-Bin Laden-Gheddafi. Apprezzabile il numero sull’elicottero. 

Sicuramente meglio di BORAT, per cui lascia ben sperare. 

The Avengers – USA 2012 – 140’

Regia: Joss Whedon

Con Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson. 

Loki scende sulla Terra per impossessarsi del Tesseract, cubo asgardiano di inimmaginabile potenza, e ridurre gli umani a suoi sudditi. 

Nick Fury, dello S.H.I.E.L.D., decide quindi di rivolgersi ai Vendicatori, una squadra di supereroi che finora non avevano mai combattuto insieme. Gli unici in grado di salvare il pianeta dalla catastrofe. 

Thor, Capitan America, Hulk, la vedova nera e Ironmen sono pronti a salvare il mondo! 

Ogni volta La Schermitrice ci ricade, tante belle recensioni per poi passare il tempo in sala a guardare l’orologio. A parte tre belle battute riservate a Tony Stark, si finisce col solito gigantesco mostro da abbattere in due minuti alla fine del secondo tempo. Sempre che ci si arrivi svegli al secondo tempo. 

Dopo questo film giura di averne abbastanza e che di Loki non prenderà più nemmeno la colla. 

Dark Shadows - USA 2011 – 140’ 

Regia: Tim Burton 

Con: Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Eva Green, Chloe Moretz.

 

XIII° secolo. Barnabas è un giovane ricco e di bell'aspetto che s'innamora di Josette infrangendo il cuore della potente strega Angelique, che lo aveva sempre servito e adorato. Assetata di vendetta, la donna lo tramuta in vampiro e lo fa seppellire vivo.

Al risveglio, nel 1972, Barnabas scopre che la sua famiglia è andata in rovina e l'intera città vive nel mito dell'intraprendente Angie, sua vecchia conoscenza. E la storia ricomincia. 

Tim Burton ha tratto questa sua ultima fatica basandosi sulla serie televisiva (1966-1971) di Dan Curtis, ma lontano dai tempi de Il mistero di Sleepy Hollow la fatica più grande rimane restare a vederlo fino alla fine. 

Un Johnny Depp sempre più bolso per una commedia stanca e senza sorrisi. Peccato per il prologo nel XIII secolo e per la scena dell’amplesso sulle pareti tra strega e vampiro che promettevano bene, ma tutto il resto è noia. 

Come unico diversivo, allo spettatore non resta che scattare una foto contro il cartonato nell’atrio del Multisala. 

Che il cartonato sia con voi!