Alla fine è arrivato. Malgrado le vicissitudini della collana Mondadori che ha ospitato tutto il ciclo, nonostante un mercato zoppicante, il terzo e conclusivo capitolo della saga creata da Stefano Di Marino arriva nelle edicole con un carico di azione e intrigo davvero notevole, con il suo Montecristo / 3: stagione di fuoco.

Ci sono due parole chiave da tenere presente per questo testo: azione e sorpresa.

Il lettore viene acchiappato per la gola e trascinato attraverso un vortice cupo di sequenze tesissime dove ogni limite viene posto solo per essere valicato. Non ci sono sicurezze in questo romanzo, non c'è redenzione possibile, nessun lampo a rischiarare il quadro gelido di un paese in disfacimento.

Il protagonista principale, Dario Massi, appare come un novello Caronte mentre conduce la sua lotta disperata contro nemici soverchianti, attorno a lui la cruda rappresentazione di un'Italia troppo vicina alla realtà che conosciamo. Ogni svolta nelle indagini di Massi apre nuovi abissi, ogni tassello che va al suo posto contribuisce a svelare un volto mostruoso.

Davvero pochi i punti deboli di questo romanzo, minime cadute di tensione o imprecisioni tecniche su cui quasi non vale la pena soffermarsi. La densità di questo lavoro è tale da farli considerare niente più di minimi difetti, screpolature su un monolite di basalto.

Ritroviamo in queste pagine altri personaggi creati da Di Marino, come i componenti della DSE di Bruno Genovese, comprimari di lusso come Andrea Calarno ("prestato" da Sergio Altieri) e un continuo rimando al Montecristo di Dumas, vera sottotraccia che unisce un lavoro a tratti epico nel suo respiro. Attenti a voi, lettori. La parola pietà qui non è prevista.

Voto:

* * *

Racconto.

Come gradita aggiunta al romanzo troviamo un racconto di Sergio Riletti, autore già noto a chi segue il settore thriller / noir dell'editoria italiana. Ci consegna un pezzo intriso delle suggestioni e degli interrogativi creati dalle vicende del G8 di Genova, vera e propria pagina nera della cronaca italiana recente. Il breve intreccio si regge sul confronto tra personaggi creati per interpretare il confronto tra la parte più oscura delle forze dell'ordine, il variegato mondo della protesta e gli sponsor economici multinazionali, veri e propri villain che lavorano nell'ombra.

C'è qualche ingenuità, compensata ampiamente da una grande freschezza di scrittura.

Voto:

* * *