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A mano armata: Fioravanti, i Nar e i morti che si potevano evitare
L'eversione romana della seconda metà degli anni settanta è contrassegnata da un nome: quello di Giuseppe Valerio Fioravanti, che da bambino prodigio del piccolo scherma diventa il leader nero dei Nuclei armati rivoluzionari. Giovanni Bianconi racconta della nascita e dell'escalation di questo gruppo che dall'antagonismo alla società arriva all'omicidio come strumento di dialettica bellica fino alla strage alla stazione di Bologna
LeggiLa prima pietra
4 su 5
di Thomas Kanger
Forsta stenen, Robin, 2007
Nastja Kamenskaja - Ewa Johnsén
In tutta la sua vita non solo non aveva mai praticato uno sport, ma non aveva fatto neppure un po' di ginnastica casalinga...
LeggiLucia Dove-Nan Vining
Età quarantatre anni, capelli ricci e biondi, naso un pò piccolo. Trucco delicato, rossetto rosa chiaro e pennellatine di fard...
LeggiLynda La Plante. Dalia Rossa
Lynda La Plante è stata attrice teatrale e televisiva, scrive da anni, con grande successo, sceneggiature per la televisione ed inoltre è una bravissima scrittrice di interessanti e coinvolgenti thriller. Dopo la lettura degli ultimi suoi romanzi pubblicati dalla Garzanti, abbiamo approfittato della sua venuta a Milano in occasione della presentazione del romanzo “Dalia Rossa” per intervistarla
LeggiTotentanz 1
Giallo italiano e seconda guerra mondiale - I. Gli autori degli anni Quaranta
LeggiFrank Schätzing. Il diavolo nella cattedrale
Tedesco, di Colonia. Prossimo al giro di boa dei cinquant’anni. Ben portati, però. Anni che striano appena la chioma bionda, folta e mossa. Che imprimono qualche ruga, ora pensosa ora ironica. Una barba leggera, spruzzata di grigio sul mento, gli incornicia la piega sicura delle labbra. Lo sguardo è accattivante. Presumo faccia presa sulle donne
LeggiTerza parte - Post Regime
Se è vero che il giallo rappresenta un modo per documentare l’esistente anche quei trent’anni che cambiarono il volto dell’Europa meritano di essere conservati nel ricordo, attraverso le loro tracce, e le loro testimonianze
LeggiQuanto sono cattivi gli uomini
A vent’anni di distanza dalla morte di Jean Genet, avvenuta in una camera d’albergo a Parigi nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1986 (l’ora e il giorno non sono certi in quanto non è mai stata effettuata un’autopsia, ed è come se lui avesse voluto conservare fino alla fine la sua divina ambiguità) mi vengono alla mente alcune riflessioni e un paio di interrogativi
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