Arriva dall'est europa un romanzo  dal titolo Budapest Noir (Budapest Noir, 2008) dello scrittore ungherese Vilmos Kondor.

Questo romanzo sarà un'occasione per il lettore prima di tutto di avere il piacere di leggere un buon noir e poi di conoscere come era la vita in Ungheria e particolarmente a Budapest prima della Seconda Guerra Mondiale e i rapporti politici con gli altri paesi, la Germania in particolare.

Protagonista della vicenda è un giornalista di cronaca giudiziaria di nome Zsigmond Gordon che nel suo lavoro un giorno si reca in una zona malfamata dove è stato trovato il cadavere di una giovane donna, resta molto sorpreso nel constatare che quel viso le è noto in quanto poco prima aveva visto una foto della stessa su di un tavolo in un ufficio di polizia.

Risulta che la ragazza è ebrea, certo potrebbe essere una prostituta uccisa da un cliente o dal un protettore di una altra donna e così il giornalista incuriosito inizia a indagare.

La ricerca della verità sull'uccisione della ragazza porterà il giornalista a contatto sia con la ricca borghesia che ad addentrarsi nel sottobosco malavitoso della città.

Ben descritta la situazione del paese in quel momento storico, veri e ben delineati i personaggi.

Budapest noir è il primo romanzo di una serie. Sarà seguito da Budapest Guilty che si svolge sempre con lo stesso protagonista nel 1939. Un romanzo che speriamo di leggere quanto prima.

  

Vilmos Kondor è nato nel 1954. Dopo aver frequentato l'università a Szeged ha proseguito i suoi studi a Parigi, dove si è laureato in ingegneria chimica alla Sorbona per poi torna­re in Ungheria.

Attualmente insegna matematica e fisica in un liceo dell'Ungheria occidentale. Vive insieme alla moglie, alla figlia e al suo cane in un piccolo villaggio nei pressi di Sopron.

Lo scrittore è una persona molto riservata che raramente concede interviste, dichiara che gli scrittori che hanno avuto un certo impatto sulle sue opere sono Jim Thompson, Charles Willeford e Dashiel Hammet.

Budapest noir è il suo quarto romanzo, ma è stato il primo a essere pubblicato.

Per uno dei primi grandi noir che arrivano dall'Est, non poteva esserci ambientazione più adatta di que­sta cupa e affascinante Budapest d'anteguerra, con le sue notti torbidamente viziose, il fascismo sempre più aggressivo, le atmosfere di una grande capitale alla fine di un'epoca. Budapest 1936. Il protagonista è Zsigmond Gordon, giornalista di cronaca giudiziaria. Un giorno, nell'ufficio di un poliziotto, scopre per caso due foto di una bella ragazza, verosimilmente una pro­stituta. Quella sera stessa si reca sul luogo in cui è stato trovato il corpo di una giovane donna in una zona mal­famata. Con gran stupore di Gordon, la vittima è la stessa ragazza delle foto: gli agenti di polizia non hanno trovato nella sua borsetta nulla che possa far risalire alla sua identità, soltanto un Mirjam, un libro di pre­ghiere femminili ebraiche.

L'indagine è difficile, e lo condurrà da una parte verso gli strati più alti della società, dall'altra nel sottosuolo della malavita, tra scenari di aberrante crudeltà e mi­seria.

Si forma il quadro di una storia romantica e tragica: un amore contrastato dai pregiudizi razziali e religiosi e da biechi interessi economici. Il tutto nel quadro de­solante di un paese che sprofonda sempre più nella corruzione e nel crollo di ogni ordine morale.

 

Budapest noir di Vilmos Kondor (Budapest Noir, 2008)

Traduzione Laura Sgarioto, Edizioni e/o, collana Dal Mondo, pagg. 263, euro 18,00 - ISBN 978-88-7641-877-8