Falzone è un avvocato siciliano che ha già al suo attivo un noir, finalista al premio Sciascia 2014, e diverse biografie romanzate.

“Il sale dei morti” è un noir dallo stile molto sciasciano. Un medico di mezz’età, Ernesto Vassallo, torna nel paese natale dopo trent’anni. Conduce una vita all’apparenza tranquilla fra il lavoro in ospedale, il volontariato in un centro profughi, qualche relazione di poca importanza. I ricordi lo assalgono: la morte dei genitori in un incidente d’auto, la vita con lo zio che l’ha fatto crescere, la donna che in passato aveva amato e che ha fatto fuggire a causa della sua irresolutezza. 

Tutt’intorno, l’ambiente del paese con i suoi notabili e i suoi oscuri segreti. Il direttore di un giornale locale lo convince a candidarsi alla carica di sindaco. Vassallo accetta, non per ambizione personale ma per far luce sull’omicidio di un giovane migrante marocchino, giardiniere e poeta, con cui stava stringendo un forte legame di amicizia. Parlando del fatto con le persone che contano o testimoni che hanno visto qualcosa di troppo, Vassallo arriva alla verità non solo sull’omicidio del giovane ma anche sulla morte dei suoi genitori. Non fu un incidente d’auto, come aveva sempre creduto, ma un vero e proprio assassinio su commissione.

Sullo sfondo, la Sicilia interna, descritta in soggettiva, attraverso la lente dei pensieri che affollano la mente del protagonista. La storia è avvincente e ben costruita ma l’elemento che ho apprezzato di più è la capacità dello scrittore di far immergere il lettore nei pensieri, nell’inquietudine, nelle angosce e nella voglia di andare in fondo del protagonista, coniugando nello stesso tempo l’elemento naturale e quello psicologico.