Avvocato civilista bolognese, Pietro Ballerini Puviani da sempre cova nell’animo la passione per il mare e per l’avventura, scrivendo romanzi che li contenessero entrambi. Dopo il successo di titoli come Il tesoro del Bonito (GEA 1997), Black Hawk. Gentiluomo di ventura (Mursia 2005), Sangue sull’America’s Cup (Mursia 2007) e Il sangue del pirata (Mursia 2009), Puviani ha deciso di scrivere un romanzo d’avventura seguendo lo stile narrativo più caro ai lettori incalliti: il feuilleton.

Dal suo sito ufficiale, infatti (www.pietroballerinipuviani.com/), l’autore pubblica a puntate - gratuitamente! - i capitoli che formeranno il romanzo L’oro di Berlino.

Abbiamo incontrato lo scrittore e parlato con lui di questa sua scelta davvero particolare.

                   

Parlaci del tuo progetto di romanzo gratuito: di cosa parla la storia e come mai hai scelto di pubblicarlo a puntate?

L’Oro di Berlino è un romanzo che si potrebbe definire di pura avventura (con spruzzate thriller). C’è un grosso carico di oro trasportato da un U-Boot nazista che, agli inizi del 1945, finisce nei fondali di un’isola del Costa Rica. Molti anni dopo troviamo una giovane donna - figlia di un cercatore di tesori - la quale, per fronteggiare i “cattivi” che vogliono sottrarglielo, chiede aiuto a un ex Comsubin italiano che fa lo skipper in Grecia.

In una trama del genere ho potuto trasfondere tutto il mio amore per il mare, per le barche e per le immersioni subacquee. In effetti non sono tanti i momenti in cui i protagonisti si trovano lontani dall’acqua. La decisione di pubblicarlo a puntate si riallaccia a un vecchio progetto di oltre dieci anni fa, quando gestivo il sito Spionaggioinrete.it. Anche allora pubblicai un paio di romanzi “a puntate” e la cosa ottenne un buon successo in termini di contatti; tanto che Venerdì di Repubblica ci dedicò un articolo. E sulla scia dell’articolo, i contatti ovviamente si moltiplicarono.

Io ho una “sovraproduzione” di romanzi, questo è un periodo di crisi generalizzata nel mondo editoriale, e perciò ritengo che ripetere l’esperimento sia una cosa positiva. Forse anche utile in termini di promozione per certe cose già pubblicate e altre in uscita.

                 

Ti rifai dichiaratamente al feuilleton ma affronti tematiche più moderne come la spy story e l’action: non pensi che mettano alla prova l’attenzione (e la memoria) dei lettori?

Il collegamento al vecchio feuilleton, in realtà, considerata la trama del romanzo, è solo nella modalità di pubblicazione, con puntate settimanali. Però l’idea mi piaceva, anche perché è interessante verificare - nel tempo - l’attaccamento dei lettori alla storia. Perché il rischio è che ci sia entusiasmo all’inizio, ma poi si perda via via. Proprio per evitare o limitare il progressivo distacco dei lettori, ho stabilito che ogni aggiornamento settimanale, con le nuove puntate, contenga tutti i capitoli già pubblicati. Così, se qualcuno ne perde una, può recuperare e avere sempre sotto mano il testo completo.

                      

Hai già ricevuto critiche (positive o negative) riguardo il tuo lavoro?

Quanto ai feedback, pur non avendo ancora effettuato verifiche precise sui dati di accesso al sito e sul numero di download, mi pare che i lettori stiano rispondendo bene. Siamo alla sesta settimana e la gente, solitamente poco propensa a lasciare commenti, ne ha già scritti parecchi sul sito. Praticamente tutti favorevoli all’iniziativa. Ricevo anche molte mail e messaggi su facebook. Il problema, semmai, è convincere la gente ad attendere sette giorni per la puntata successiva. Molti mi chiedono di fare almeno due aggiornamenti settimanali. Ma così si snaturerebbe l’iniziativa, e il gioco durerebbe troppo poco!

                  

Quante puntate prevederà il romanzo completo? Prevedi aggiunte dell’ultimo minuto?

In sei settimane ho pubblicato 27 capitoli, dei 71 totali del romanzo. Perciò la cosa si concluderà approssimativamente in altre 8-9 settimane. Per vari motivi, mi sembra un lasso di tempo ragionevole per mantenere vivo l’interesse dei lettori. Il romanzo l’ho già scritto tutto in stesura semi-definitiva e perciò non prevedo di inserire nulla.

Piuttosto, mentre pubblico gli aggiornamenti ne approfitto per un altro po’ di editing e, magari, per cambiare qualche dettaglio. L’unica cosa “nuova” rispetto alla stesura originale consiste nell’introduzione di alcuni link ipertestuali che consentono al lettore di calarsi meglio nella trama. Faccio un esempio: probabilmente nessuno ha idea di come sia l’Isla del Coco (dove è ambientato il prologo e dove i protagonisti cercheranno di recuperare l’oro). Basta cliccare sull’apposito link e il lettore si troverà (comodamente) di fronte una serie di fotografie dell’isola. La stessa cosa ho fatto per altri luoghi della Grecia, dove si dipana la trama. Idem per i link di certe armi utilizzate dai protagonisti o per l’equipaggiamento subacqueo. Un’idea semplice da realizzare, certamente non originale in senso assoluto, ma che sta riscuotendo consenso.

                   

Alla fine, una volta presentato il romanzo completo, lascerai l’eBook scaricabile dal tuo sito o lo lancerai anche nel mondo degli eBookstore? A pagamento o gratuito? Non credi poi che l’editoria digitale dia più libertà agli autori, slegandoli dagli “ingranaggi” delle case editrici?

Ultimata la pubblicazione di tutte le puntate, lascerò il file completo sul sito per un po’ di tempo. Dopo, mi atterrò alle istruzioni del mio agente che nel frattempo sta cercando un editore disposto a pubblicarlo su carta. Non dovesse trovarlo, è probabile che lo faccia uscire quanto meno come eBook. Magari gratuitamente, oppure con un prezzo sufficientemente basso da incoraggiare la gente all’acquisto. Anche se, e qui passo alla domanda successiva, personalmente sono convinto che le vendite, per ora poco significative di libri digitali, non dipendano tanto (o solo) dal prezzo, ma soprattutto dal fatto che la gente ha poca voglia di registrarsi su un sito e usare la carta di credito per scaricare un libro. È una cosa abbastanza assurda, se si considera il tempo necessario per uscire di casa e recarsi in una libreria, ma credo che sia così.

Poi, naturalmente, c’è l’altro fondamentale problema che consiste nella scarsa propensione di molti soggetti a leggere un libro sul tablet. Anche quelli che utilizzano con continuità il computer, e magari passano la serata su facebook con il loro bravo tablet sulle ginocchia, se si tratta di leggere un romanzo con lo stesso apparato preferiscono il volume cartaceo. Siccome io all’eBook ci credo, per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo analizzare qui, spero si tratti solo di una fase transitoria.

Quanto al fatto che l’eBook sleghi gli autori dalle case editrici, credo sia vero solo sino a un certo punto. Perché se alle spalle non hai qualcuno che faccia in modo professionale il lavoro “sporco”, e cioè l’editing, piuttosto che la scelta di una copertina (in questo caso elettronica) che funzioni, che si occupi di realizzare un trailer ben fatto e di un po’ di promozione, che resta necessaria se non vuoi che il tuo eBook si perda nel mare magnum dei siti da cui lo si può scaricare, be’ allora rischi di fare uscire un lavoro che leggeranno veramente in pochi.

                  

Ultima domanda, dedicata ai progetti futuri: finito questo, partirai con un’altra pubblicazione a puntate?

Completate tutte le puntate de L’oro di Berlino, nell’immediato non ho in programma di partire subito con un’altra storia. Anche perchè tra poche settimane usciranno due eBook su iBookstore e (tocco ferro perché la cosa non è ancora sicura), più in là probabilmente uscirà un altro mio romanzo in Germania. Ma non escludo, quando avrò un po’ di tempo, di ripetere l’esperimento; magari dopo l’estate. Saranno comunque i lettori a decretare se l’iniziativa ha avuto successo e, di conseguenza, a stimolarmi a ripetere l’iniziativa. Come sempre.