Leggere Gomorra è come levare di mezzo il filtro espressivo della letteratura e guardare il mondo, quel mondo nero che è materia da romanzo, senza nessuna protezione.

Le situazioni, i personaggi, lo stile, sono gli stessi della narrativa noir, ugualmente familiari a lettori e scrittori. Solo che qui sono presentati senza mediazioni, senza la struttura della finzione, che serve a sospendere il giudizio e l’incredulità al fine di calarsi nell’ambientazione e nel racconto.

L’impressione che si ha è di essere davanti a una realtà che imita il romanzo e finge di essere romanzo, ribaltando così lo schema abituale, caro al cosiddetto pragmatismo, che vuole una finzione che imiti la realtà.

Il percorso è invertito, rispetto a quello della narrazione romanzesca. Non si procede dalla finzione verso la realtà, o la “realisticità”, del narrato, bensì dalla veridicità al racconto, dai fatti alla struttura invece che dalla struttura narrativa ai fatti.

Non c’è storia o spunto che deve farsi romanzo sembrando realtà, ma la realtà stessa che viene organizzata in romanzo, o comunque in un tutto organico e coerente che trascenda la frammentarietà dell’episodio.

Gomorra fa saltare lo schermo protettivo della finzione mettendoci di fronte alla materia romanzesca privata dell’aura protettiva fornitale dall’essere racconto fantastico e d’intrattenimento. E con la scomparsa del filtro finzionale, cala vertiginosamente la soglia di sopportazione del lettore.

Ciò che, raccontato in un romanzo, era storia o aneddoto affascinante, adesso, nel romanzo tramutato in verità che è Gomorra, diventa cronaca o episodio di una violenza che non può più essere liquidata come “invenzione letteraria” e considerata come funzione narrativa.

È come essere costretti a tornare sul luogo del delitto, di tutti quei delitti che come scrittori o lettori abbiamo consumato o creato servendo i fini della narrativa di genere e della costruzione letteraria, e che adesso siamo costretti a guardare nella loro paralizzante concretezza di eventi reali.

Gomorra

Bella nonostante ogni singola scena faccia accapponare la pelle per ciò che racconta

J. A. Gideon, 15/10/2016

Confine di ghiaccio

Nella Gomorra scandinava, al confine tra Norvegia e Svezia la neve cancella ogni traccia.

Pino Cottogni, 21/06/2012

InferNapoli

Peppe Lanzetta: "Tutto è cominciato perché, quando è uscito "Gomorra", Roberto Saviano mi ha mandato una copia...

Redazione, 11/05/2011