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Francesco Gallone, Milano è un'arma
"Milano è un'arma puntata alla mia testa.
Milano è un'arma conficcata nel mio cuore. Ho visto ragazze e ragazzi scappare da questa città, illudendosi che felicità e risposte stessero altrove. Io posso impadronirmi di Milano per tenere sotto mira la mia vita. Posso impugnare Milano e infilamela in bocca, e perdermi per sempre tra la Stazione Centrale e il Giambellino, tra le catacombe del metrò e Quarto Oggiaro. Oppure posso disinnescare Milano e provare a viverla, rendendo innocua l'immensa stanza in cui mi sveglio e mi addormento per sognare il futuro."
Blanche Paichman-Stephanie Plum-Tess Monaghan
Una diciassettenne che aiuta nelle indagini lo zio Gaston Loiseau, l'investigatrice "più sexy e simpatica del mondo" e una ex giornalista senza lavoro e senza sussidio di disoccupazione...
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3 su 5
di Alfredo Colitto
Perdisa Pop, 2008
Chi è morto alzi la mano
3 su 5
di Fred Vargas
Debout les morts, 1995, Einaudi, 2006
Blanche o il cuore dell'assassino
3 su 5
di Hervé Jubert
Salani, 2008
Il lato sinistro del cuore
4 su 5
di Carlo Lucarelli
Einaudi, 2008
Mila e Marco Vajani. Il cuore nero d'Europa
La Nord pubblica un nuovo thriller, ambientato nel cuore stesso dell'Europa: la Slovacchia
LeggiLa bomba alla stazione di Bologna tra sentenze e revisionismi
Una ricostruzione basata su documenti ufficiali e interviste per andare a capire cosa accadde il 2 agosto 1980 quando alle 10.25 del mattino un ordigno falciò 85 persone e ne ferì duecento
LeggiL'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
4 su 5
The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, Usa, 2007, Thriller
di Andrew Dominik con Brad Pitt (Jesse James), Mary-Louise Parker (Zeralda James), Zooey Deschanel (Dorothy Evans), Casey Affleck (Robert Ford), Sam Rockwell (Charley Ford), Jeremy Renner (Wood Hite), Sam Shepard (Frank James), Ted Levine (Sceriffo James Timberlake), Garret Di
A mano armata: Fioravanti, i Nar e i morti che si potevano evitare
L'eversione romana della seconda metà degli anni settanta è contrassegnata da un nome: quello di Giuseppe Valerio Fioravanti, che da bambino prodigio del piccolo scherma diventa il leader nero dei Nuclei armati rivoluzionari. Giovanni Bianconi racconta della nascita e dell'escalation di questo gruppo che dall'antagonismo alla società arriva all'omicidio come strumento di dialettica bellica fino alla strage alla stazione di Bologna
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