Il libro

E' sempre lui il protagonista, si potrebbe dire, il Gorilla, anzi la sua terza incarnazione dopo il Socio. Solo che questa volta ha un altro nome e di mestiere fa il cuoco che viene dalla galera, non sta a Milano ma lavora in un piccolo albergo del bergamasco. Una vera e propria translazione del Sandrone Dazieri scrittore, personaggio e pure ex-cuoco.

"Il capriolo" non 'è l'Overlook Hotel di Stephen King o di Stanley Kubrick, ma fa paura lo stesso. E' la porta che si apre sull'inferno del traffico miliardario e illegale sugli animali esotici e in via d'estinzione.

Una realtà enorme in cui finiscono per navigare tutti i "nuovi miserabili" di Sandrone, gente semplice, come carabinieri, baristi, guardie forestali e abitanti di piccole comunità. Non c'è bisogno di imbastire intrighi internazionali per rendere narrativamente questa misconosciuta piaga sociale che è l'ecomafia.

Ed è questo il pregio maggiore del romanzo, dare la percezione esatta di quanto il piccolo quotidiano sia infiltrato di questi torbidi affari in cui le Bestie, ovvio, sono gli uomini e non gli animali.

Sul piano formale c'è poco da dire, Dazieri è uno scrittore navigato - e di mestiere - e la sua scrittura è tagliente, ironica e precisa, tanto da far passare in secondo piano alcuni passaggi deboli, dato il poco spazio a disposizione.

Parla l'autore

Sandrone, in che modo l'ecomafia ti ha colpito? In pratica, qual è la molla, oltre all'impegno, che ti ha spinto a scrivere Bestie?

Mah, mi sono sempre occupato dell'oggi, nei suoi aspetti più controversi, scrivendo noir. Chiariamo, i

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