Con gli anni ’50 si raggiunge il picco nell’evoluzione del noir, si producono film fondamentali per trama e stile e non sono pochi i gioielli che segnano vette ineguagliabili per quanto riguarda personaggi, situazioni, temi e visioni. Dopo i capolavori di questo decennio il genere certo non si fermerà ma per mantenersi in vita avrà bisogno di finire e rinascere, mutare pelle e dna, contaminarsi, dimostrando ancora una volta di essere un sentimento più che un semplice genere narrativo. Un sentimento sempre attuale, perché attuale è sempre la questione etica, sentimento in metamorfosi necessaria, dato che il mondo cambia con rapidità nel dopoguerra, e in particolare gli anni ’60 e gli anni ’90 del novecento ridisegnano la realtà planetaria. 

Quelli di cui parliamo sono invece gli anni in cui il senatore McCarthy lancia una campagna persecutoria contro chiunque, all’interno dell’industria cinematografica, sia dichiaratamente comunista o solo simpatizzante o abbia come unica colpa fare film obbiettivi sugli Stati Uniti. Non presentare un’icona stereotipata e fasulla del sogno americano è abbastanza per essere accusati di tramare contro la patria, di essere nemici della libertà, di operare come sabotatori.

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