The Man with the Iron Fists (2012), opera del celebre RZA del gruppo Wu-Tang Clan, rapper e produttore discografico di successo oltre oceano, si presenta come un classico film di Hong Kong degli anni ’70, con molte influenze fumettistiche, mentre strizza l’occhio a classici del genere.

La storia, a dir la verità già vista, è un pretesto per le stupende coreografie nelle scene d’arti mariali di Corey Yuen e per le idee, innovative, dello stesso RZA, che oltre a regista, è anche sceneggiatore e attore principale.

           

In un paese della Cina feudale, un fabbro che crea armi per il suo piccolo villaggio è costretto a difendere se stesso e il villaggio da una faida scoppiata tra i vari clan, che mirano ad impossessarsi di un carico d’oro che deve transitare per il paese.

Quindi abbiamo l’eroe solitario Blacksmith (RZA), anche se eroe suo malgrado. Nonostante cerchi di tenere un basso profilo, gli eventi lo costringeranno ad intervenire, non schierandosi con un clan ma, unendo le sue forze all’inglese Jack Knife (Russel Crowe), che è nel villaggio per motivi sconosciuti e che ha un’interesse particolare per quell’oro, e a Blade X (Rick Yune), in cerca di vendetta per l’uccisione del padre. Dall’altra parte troviamo Madame Blossom (Lucy Liu), tenutaria di un bordello dove lavora Lady Silk, la fidanzata del fabbro (Jamie Chung), ma il bordello è più di quello che sembra. Tra gli antagonisti abbiamo anche Brass Body (il wrestler Dave Bautista), una specie di Uomo Assorbente (e qui c’è uno dei tanti richiami ai fumetti), assoldato dal clan dei Leoni per uccidere Blade X, e Poison Dagger (un irriconoscibile Daniel Wu).

              

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