David Hewson è stata una scoperta dell’inizio del decennio scorso. Lessi La villa dei misteri (The Villa of Mysteries, 2004) - che era il suo secondo romanzo della serie Nic Costa - ad Amsterdam in originale. Cercai di farlo pubblicare ma per quelle solite ragioni che intrecciano burocrazie e sabotaggi la cosa fu ignorata. Poi lo pubblicò Fanucci [nel 2007] che ancora oggi lo propone con successo.

È un grande scrittore di thriller. Quelli di Nic Costa hanno creato una vera saga italiana che molti autori nostrani dovrebbero studiare. Ambientazioni e spunti storico-artistici molto dettagliati, personaggi credibili, intrecci gialli di qualità. Una scrittura complessa, spesso psicologicamente approfondita che si allarga anche ad altri lavori come Carnival for the Dead (2011) e Death in Seville (1996).

   

Da un paio d’anni è stato scelto per novelizzare la serie The Killing (Forbrydelsen, 2007) scritta per la TV danese da Soren Sveistrup e riadattata anche negli USA. (In Italia entrambe le serie si intitolano The Killing.)

I romanzi - dei quali il primo è stato già tradotto quest’anno da Annamaria Raffo per Mondadori - propongono una versione leggermente differente dallo sceneggiato e altrimenti non poteva essere, come spiega lo stesso Hewson. Se in qualche modo l’intero svolgersi di una stagione (che è poi un unico mistero) richiedeva alcuni aggiustamenti concordati con l’autore, anche lo stile di Hewson ha subìto qualche variazione.

Edizione Mondadori del primo romanzo tratto dalla serie omonima
Edizione Mondadori del primo romanzo tratto dalla serie omonima
Trattandosi di storie di più di 700 pagine, il suo abituale piglio narrativo avrebbe dato luogo a romanzi infiniti. Invece ha scelto una incalzante ma non sciatta scorrevolezza che riduce all’indispensabile le descrizioni e punta tutto sulla vividezza dei dialoghi. Eppure l’atmosfera di Copenaghen esce ugualmente.

      

Se la prima stagione delle inchieste di Sarah Lund, testarda e poco accomodante poliziotta che finiva per sparare a un collega, erano più orientate a una sorta di Twin Peaks (con la morte dell’adolescente Nanna Birk coinvolta anche con politici e trame familiari risalenti a vent’anni prima) questa seconda stagione ha qualcosa di più compatto e originale.

L’argomento è stuzzicante. L’insabbiamento di una strage commessa da un gruppo di “jaeger”, le truppe speciali danesi in Afghanistan. Qualcuno vuol rivelare la verità e qualcun altro vendicarsi. Comincia con la morte di una avvocatessa dei servizi militari, simbolicamente massacrata ed esposta al sacrario della patria, una indagine che coinvolgerà un ministro eletto suo malgrado in un momento di crisi, un reduce ritenuto un pericoloso assassino e una fittissima trama di possibili colpevoli.

David Hewson
David Hewson
Sarah si ritrova, ripescata dopo l’espulsione, su un terreno estremamente scivoloso, con mille indizi ma una solido filo conduttore che riguarda una questione di ragion di Stato. Come al solito conflitti personali e di Stato si intrecciano sino al finale ben congeniato.

     

Considerando il successo delle serie TV e la pubblicazione del primo tomo pochi mesi fa, spero davvero che sarà presto disponibile anche questo romanzo per i lettori italiani.

Non si tratta di uno dei soliti thriller nordici (che salvo rare eccezioni sono... pallosissimi, checché se ne dica) ma di un vero lungo e appassionante incubo che, stavolta, si tinge di spy.