Alfredo Colitto ha sempre affascinato i suoi molti lettori con thriller storici, sia che gi avvenimenti si svolgano a Bologna e sia che le indagini condotte sempre Mondino de’ Liuzzi si spostino a Venezia: in ogni caso siamo sempre agli inizi del 1300.

Ora con il romanzo La porta del paradiso (2013) arrivato in libreria nella seconda settimana di gennaio, trasporta il lettore in un altro luogo e in un diverso periodo, ma il piacere della lettura rimane invariato per la trama interessante, per la descrizione dei luoghi e per i personaggi sempre ben delineati e così vivi che entrano, e rimangono, nel cuore del lettore.

Siamo nella Napoli del 1637, in Europa imperversa la famosa Guerra dei Trent’anni e nella città partenopea i ricchi vivono al di sopra delle loro possibilità mentre il popolino vive in una dura miseria, oppresso da pesanti tasse che vengono imposte dagli spagnoli per sostenere la lunga guerra in atto.

In questo contesto conosciamo il protagonista, Leone Baiamonte: ha ventitrè anni, non ha mai lavorato in quanto di famiglia ricca o almeno presunta tale. Un giorno il giovane scopre che la sua famiglia è in rovina, in quanto il padre ha dilapidato tutte le loro sostanze e tutto è in mano di un loro lontano parente: Giorgio Terrasecca che svolge la professione di notaio, ma anche di usuraio e che ha gravi motivi di astio verso la famiglia Baiamonte.

Leone, vuole difendere la sua casa e la sua famiglia, va dal notaio per avere spiegazioni, ma qui si scontra con il figlio del notaio e in un duello lo uccide.

Con questo omicidio il mondo dei Baiamonte crolla e Leone deve lasciare la sua promessa sposa e fuggire fortunosamente da Napoli imbarcandosi su di una nave in partenza per il Messico dove lo attende un loro parente, uno zio missionario che ha scoperto una miniera d’argento che Leone potrà sfruttare a suo piacimento e far tornare ricca la sua famiglia.

Ma anche nel Nuovo Mondo per il giovane la vita sarà molto dura, saranno dieci anni di lavoro affrontando intrighi, macchinazioni, si guadagnerà l’odio di Socorro una bella spagnola, ma anche l’amore di una bella e dolce indigena.

A Napoli intanto i suoi famigliari vivono nella più nera povertà, la città è in pieno fermento contro le nuove e pesanti tasse imposte dagli spagnoli. Il rientro a Napoli di Leone avverrà proprio mentre Masaniello porterà il popolino verso una effimera rivolta.

L’autore:

Alfredo Colitto è nato a Campobasso e vive a Bologna. All’attività di scrittore affianca quella di traduttore per alcune tra le maggiori case editrici italiane e insegna scrittura creativa presso la scuola Zanna Bianca di Bologna.È noto al grande pubblico soprattutto per i thriller storici pubblicati con Piemme, che hanno come protagonista il medico Mondino de’ Liuzzi: Cuore di ferro (finalista al Premio Salgari), I discepoli del fuoco (finalista al Premio Azzeccagarbugli e vincitore del Premio Mediterraneo del Giallo e del Noir e del Premio di Letteratura Poliziesca Franco Fedeli) e Il libro dell’angelo. I diritti dei suoi libri sono stati venduti in Spagna, Germania, Inghilterra, Canada e Brasile. Ha pubblicato inoltre Il candidato, Aritmia letale, Duri di cuore, Café Nopal, Bodhi Tree. Ha partecipato a numerose antologie di racconti, tra cui: Il ritorno del Duca (Garzanti), History & Mystery, Seven (Piemme), Anime Nere Reloaded (Mondadori).

la quarta:

Napoli, 1637. Primogenito di una nobile famiglia, Leone Baiamonte ha ventitré anni e la spavalderia di chi può vivere senza dover lavorare. A differenza del padre, astronomo dilettante dedito solo allo studio, Leone non è privo di senso pratico e iniziativa. Ma il giorno in cui scopre che la sua famiglia è finita nelle mani di Giorgio Terrasecca, un usuraio senza scrupoli, è troppo tardi per evitare il disastro. Per quell'uomo, infatti, la rovina dei Baiamonte rappresenta una vendetta lungamente attesa, cui non intende rinunciare. Macchiatosi di una grave colpa nel tentativo di proteggere i familiari, Leone non ha altra scelta che fuggire oltreoceano. Una fuga dolorosa e solitaria, che lo costringe a lasciare la sua futura sposa Lisa, ma che gli offre anche una speranza: in Messico, infatti, uno zio missionario ha scoperto una miniera d'argento e ha invitato il nipote a farsene carico. Il giovane confida così di poter dare sostegno alla propria famiglia. E in fondo al cuore, serba la speranza di riabbracciare la sua amata. Ma il Nuovo Mondo non è il paradiso, e mentre a Napoli i Baiamonte vivono nell'indigenza e il popolo vessato dalle tasse prepara la rivolta capeggiato da Masaniello, nuove peripezie metteranno Leone duramente alla prova. In un'epoca di luci e ombre, una storia di passioni profonde, un'avventura tra due continenti popolata di personaggi indimenticabili.

La porta del paradiso di Alfredo Colitto (2013)

Edizioni Piemme, pagg. 456, euro 9,90