L’Insonne è una serie a fumetti di ambientazione italiana, nata nel 1994 e rilanciata nel 2005, che intreccia giallo, noir ed esoterismo in storie dense di atmosfera e profondamente radicate nella storia reale. Creata da Giuseppe Di Bernardo (disegnatore di Diabolik) e Andrea J. Polidori, la serie ha per protagonista Desdemona Metus, detta Desdy, giovane deejay notturna della radio privata Radio Strega, dove conduce il programma “L’Insonne”.
Afflitta da una misteriosa insonnia, forse legata alla traumatica scomparsa della madre durante l’infanzia, Desdy vive sospesa tra veglia e sogno. È proprio questa condizione a renderla una figura unica: una ragazza capace di muoversi tra realtà storica e misteri inquietanti, di cogliere segnali invisibili agli altri e di affacciarsi su mondi che restano nascosti a chi dorme. Desdy non è soltanto un’investigatrice dell’ignoto, ma una figura di confine, in equilibrio tra luce e ombra, tra la notte più profonda e le verità che essa custodisce.
Nel corso degli anni L’Insonne ha conquistato un seguito affezionato di lettori, ha vinto premi prestigiosi, ha ricevuto il riconoscimento di critici e autori del panorama noir italiano ed è anche diventato un mediometraggio con Chiara Gensini come protagonista. Ecco il trailer:
Oggi la serie a fumetti torna in una ristampa completamente restaurata per BUGS Comics. La casa editrice romana, già nota per le collane da edicola Samuel Stern, Kalya e il recente Toni Bellasalma, ha presentato a Lucca Comics & Games 2025 i primi tre volumi della nuova edizione di Desdy Metus, L'Insonne.
La collana includerà anche cinque episodi realizzati nel 1994, mai pubblicati prima e da tempo richiesti con insistenza dai lettori. Tutte le copertine sono inedite, disegnate da Giuseppe Di Bernardo e colorate da Fabio D’Auria. I primi tre volumi cartonati sono già disponibili in fumetteria e nello shop online dell’editore. Da segnalare che i volumi sono disponibili anche in edizione variant con le splendide copertine di Marco Nizzoli.
#00 Raccolta storie brevi 1994-2003 – Primo volume
Dal 1994, quando cala la notte, Desdemona accende il microfono di Radio Strega e tutto il resto scompare. Questi racconti segnano i primi passi di un’eroina moderna, inquieta e coraggiosa, pronta a ricordarci che l’oscurità non è mai solo fuori, ma si nasconde dentro ciascuno di noi. Frammenti della sua insonnia, dove il confine tra sogno e allucinazione si fa labile, e la voce di una deejay notturna diventa l’unico filo a legare paura e speranza. Ogni telefonata, ogni ombra, ogni segreto svela l’oscurità celata dietro volti apparentemente ordinari.
Disegnate dai giovanissimi Giuseppe Di Bernardo, Marco Nizzoli e Riccardo Burchielli all’inizio della loro carriera, queste storie brevi, alcune praticamente inedite, hanno contribuito a creare, tra gli appassionati, il piccolo fenomeno di culto che è L’Insonne.
#01 GIUSTIZIA È FATTA
Nelle notti senza sonno di Firenze, Desdemona conduce una trasmissione radiofonica che ospita la voce degli inquietanti personaggi che le telefonano in diretta. Uno di questi, che sembra sapere molto sulla vita della deejay e dei suoi amici, ha un serpente tatuato sul volto e la minaccia violentemente. Da quell’istante, la vita di Desdemona precipita in un incubo fatto di presenze spaventose, omicidi e segreti che riaffiorano dal passato. Tra serpenti che strisciano nel buio e rancori covati troppo a lungo, la giovane deejay si troverà faccia a faccia con l'aspetto più delirante della vendetta. Perché questa volta, la notte non ha portato solo sogni, ma l'incubo di chi ha scelto l’odio come unica giustizia distorta e insanguinata.
#02 INGRANAGGI UMANI
Di notte, sull'autostrada, tutto sembra sospeso: i fanali squarciano il buio, le voci si fanno più inquiete, i silenzi più profondi. Una di queste voci raggiunge Desdemona, ed è la voce di un uomo invisibile e dimenticato, che reclama ascolto. Ma c’è qualcosa di oscuro dietro le sue parole, un presagio di solitudine e dolore. Tra caselli deserti, vecchie auto enigmatiche e segreti che riemergono, Desdemona si troverà a inseguire una verità nascosta sotto l’asfalto, lungo un viaggio notturno che parla di destino, abbandono e follia, inseguendo le risposte alle sue domande lungo un’autostrada oscura e contraddittoria come la vita di chi la percorre.
Desdemona Metus vive a Firenze, dove condivide un appartamento in affitto con l’amica Brighitta. Afflitta da una persistente insonnia, probabilmente causata dalla misteriosa sparizione della madre quando era ancora bambina, Desdemona è la voce di Radio Strega attraverso il programma “L’Insonne”, grazie a cui viene a contatto con individui sorprendenti pronti a raccontare storie intriganti e misteriose. Desdemona, che sembra costruita sul modello degli speaker americani stile Wolfman Jack, apparsi in film come Talk Radio o Voci nella notte e del nostrano Jack Folla creato da Diego Cugia, affronta con coraggio e determinazione gli intrighi che avvolgono la storia italiana e, se ne ha modo, rivela i torti e le ingiustizie che molti vorrebbero tenere nascoste. Così facendo si è guadagnata la stima di molti, ma anche l’odio di molti di più.
L'editoriale di Giuseppe Di Bernardo:
Era il 1989 e avevo appena diciotto anni quando iniziai a frequentare Radio Firenze diretta da Piero Barbetti, ex batterista e poliedrico protagonista dell’etere di quegli anni. Mi affascinava soprattutto la sua trasmissione del lunedì, "La notte del pipistrello" che con i suoi ospiti eccentrici toccava i miei temi preferiti: fantasmi, leggende, U.F.O., assassini, sette sataniche e, naturalmente, le raccapriccianti gesta del Mostro di Firenze. Su "Il Pennino di Radio Firenze", il giornale della radio, pubblicavo una serie a fumetti intitolata "Arcana – Viaggio nel mondo del paranormale". I protagonisti erano due parapsicologi: Nik Riddle, lo scettico, e Irina Tassja, la “credente”. Indagavano su case infestate e possessioni, con un’atmosfera che, anni dopo, avrebbe ricordato Mulder e Scully di X-Files. È in quell’humus culturale, fatto di radio notturna e misteri, che ha iniziato a germogliare L’Insonne.
Nel febbraio 1994, sulla fanzine "Il Fulmicotone" creata da Roberto Bianchini e in quel periodo curata da Marco Paoletti, "Arcana" si trasformò in "Niki Metus, L’Insonne". La serie prese una sfumatura più gialla grazie alla penna di Andrea J. Polidori, in una breve storia dal titolo "Pensiero Meccanico". Andrea ed io eravamo amici dai primi anni ’80 e, nelle nostre notti in giro per la città, tra una birra e un caffè, cominciammo a ragionare di fumetti in modo più serio.
Innamorati delle atmosfere inquietanti di Dylan Dog, progettavamo una serie diversa, con un’ambientazione italiana, inedita per quei tempi. Non volevamo il solito detective o ex poliziotto e immaginammo le indagini di un deejay notturno un po’ "Talk Radio", un po’ "Voci nella notte", ma con un certo profumo di paranormale.
Eravamo giovani, incoscienti e pieni di sogni. Così, Aureliano Di Carlo, che aveva iniziato a scrivere con noi, chiese consiglio al compianto Luca Boschi. La sua risposta fu netta: il mondo stava cambiando e, per avere una possibilità, il nostro protagonista doveva essere una donna. Un’idea che da soli non avremmo mai osato partorire, ma che ci entusiasmò. Nacque così Desdy. Desdemona, in omaggio alla passione di Andrea per Shakespeare, e Metus, timore e paura, a rappresentare la mia inclinazione verso temi più oscuri.
L’occasione per mettere su carta questa nuova incarnazione arrivò con il concorso “Pierlambicchi” di Prato, dove mi classificai terzo con la storia “Occhi di bambina”. Da quel momento tutto accelerò. Scrissi e disegnai una storia breve horror per la Fenix-BBD Presse di Roma, e colsi l’occasione per proporgli la serie de L’Insonne. Non so ancora come sia successo, ma accettarono senza esitazioni. Le ginocchia ci tremavano: il primo albo, "Giustizia è fatta", uscì in 100.000 copie e ne vendette 25.000, trainato dalle splendide copertine di Marco Nizzoli e dal suo strepitoso numero 0 dal titolo: “La bella e la morte”. Ci sembrò di avercela fatta. Mettendo in produzione altri otto episodi, eravamo certi di essere partiti col piede giusto. Ma la casa editrice fallì, e ci ritrovammo a stringere solo una manciata di sogni infranti. Con essa sparirono anche gli originali, di cui ci restarono solo sbiadite fotocopie.
Eppure la nostra deejay insonne non era morta. Negli anni successivi le demmo voce con una serie di autoproduzioni: storie brevi che permisero al personaggio di crescere, in attesa di una seconda occasione. Quella occasione arrivò, finalmente, nel 2004.
Oggi, trent’anni dopo, L’Insonne torna, e non è una semplice ristampa. Abbiamo recuperato le tavole, le abbiamo restaurate, riscritte e in parte ridisegnate. Per la prima volta pubblicheremo cinque episodi realizzati nel 1994, i pezzi mancanti di una storia che meritava di essere completata. Questo non è un progetto editoriale, ma un percorso di guarigione: stiamo curando ferite che sanguinavano da trent'anni. C’è una squadra nuova dietro questo ritorno, un editore che ha creduto nel progetto, mani esperte che hanno curato il restauro e una redazione che accompagna il lavoro con rispetto e passione. Ma nulla di tutto questo avrebbe senso senza voi: i lettori che hanno conservato Desdemona nel cuore, e i nuovi lettori che la incontreranno per la prima volta. Vi invito a sfogliare, ascoltare, discutere. A rileggere con occhi diversi chi eravamo. Se L’Insonne vi emoziona, parlatene, consigliatela, condividete questo viaggio, perché le storie ricominciano davvero solo quando vengono lette. Grazie a chi ha tenuto viva la memoria di Desdy. Grazie agli autori che l'hanno disegnata e che l'hanno aiutata a tornare. E grazie a voi che le darete, ancora una volta, una nuova vita.
(Giuseppe Di Bernardo)









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