Marsilio Editori, la casa editrice che per prima ci ha fatto conoscere i fantastici thriller scritti da autori del Nord Europa ora ci propone ancora un bravo autore svedese: Magnus Montelius. Il suo romanzo d’esordio L’inganno del passato (Mannen fran Albanien, 2011) è stato unanimamente definito come uno dei libri migliori degli ultimi tempi.

Il romanzo porta il lettore indietro nel tempo, nel 1990, un periodo denso di avvenimenti che hanno scosso il mondo intero come la caduta del muro di Berlino, la fine del regime dittatoriale di Ceasescu, la famosa rivolta di Piazza Tienanmen. Si chiude in pratica un periodo storico e un sogno.

A Stoccolma, muore un profugo con passaporto albanese, era arrivato da appena due giorni. E’ caduto da un terrazzo e le autorità con molta fretta archiviano la faccenda come suicidio anche se ci sono delle stranezze come un barbone che afferma di aver visto l’ombra di un uomo che si allontanava dal luogo “dell’incidente”, inoltre le autorità albanesi affermano che quell’uomo, in Albania, non esiste.

Tobias Meijtens, giornalista, convinto che la faccenda nasconda qualche cosa di losco, e aiutato dalla collega Natalie, inizia a indagare scoprendo quasi subito che la persona morta non è albanese, bensì svedese e il suo vero nome era Erik Lindman.

L’uomo era scomparso ben venticinque anni prima, era stato accusato di essere una spia al servizio dei russi. Nel 1965 la Svezia voleva apparire come un paese giusto e neutrale, ma la verità che sta dietro alla storia di Erik Lindman nasconde molte ombre sulle quali ora nessuno vuole che sia fatta luce. Un suo vecchio amico, che i due giornalisti hanno rintracciato, afferma che l’uomo faceva parte del “Gruppo Upssala”. Erik era attratto dal comunismo ed era figlio di un convinto stalinista.

Uomo di intelligenza straordinaria frequentava una scuola per diplomatici.

Ma perchè all’improvviso lasciò quella scuola? Cosa vuol dire quel nome in codice “Tristano”?

Quale grande menzogna si è celata per venticinque anni dietro tutto questo?

Ci permettiamo di citare quanto ha scritto la rivista “Politiken” in merito a questo interessante romanzo:

«Una spy story d'eccezione, ricca di suspense e ben scritta, che racconta di un tempo non così lontano, quando il KGB era ancora tra noi. Ed è anche descrizione ironica e sferzante di quel mondo

di accademici e politici che navigavano nelle torbide acque dell'ideologia, dove est e ovest andavano a pescare i loro agenti segreti, seguaci sotto copertura, e utili idioti»

un brano:

«Temo che vi siate imbattuti in qualcosa di molto complesso. Forse troppo complesso per essere pubblicato sul vostro giornale, almeno per molti anni a venire»

l’autore:

Magnus Montelius (1965), cresciuto in un ambiente diplomatico svedese legato all’Unione Sovietica, ha lavorato come consulente per l’ambiente nei Balcani e nelle vecchie repubbliche sovietiche. L’inganno del passato segna il suo esordio come scrittore, un libro che alla sua uscita è stata la grande sorpresa per critici, librai e lettori svedesi, e subito venduto in diversi paesi stranieri. Dopo aver vissuto in Africa e America Latina, Montelius è tornato (per ora) a Stoccolma.

la quarta:

È l’autunno del 1990 e la cortina di ferro si sta sbriciolando. A Stoccolma, ai piedi della terrazza di Ersta, viene trovato il corpo di un uomo che porta con sé un passaporto albanese, ma le autorità del suo paese sostengono che non esiste nessuno con quel nome. Il caso viene rapidamente archiviato come suicidio, una soluzione affrettata che sollecita la curiosità di un giornalista a caccia di inchieste. Dopo una serie di insuccessi privati e lavorativi, Tobias Meijtens fiuta finalmente il pezzo che potrebbe fargli fare il grande salto e garantirgli un posto fisso al quotidiano per cui lavora. Tanto più che, poco tempo dopo, anche l’unico potenziale testimone dei fatti di Ersta muore in circostanze molto sospette. Indagando in coppia con la collega Natalie, Meijtens si trova tra le mani un caso di spionaggio che risale a molti anni prima. Anni in cui l’utile immagine della Svezia era quella di un paese giusto e neutrale. Era davvero così? Chi era l’uomo precipitato a Ersta? Alcuni indizi conducono a un nome in codice: Tristano, un nome dietro il quale sembra nascondersi una grande menzogna. Pubblicato da un piccolo editore, il romanzo di Magnus Montelius è stato in Svezia la sorpresa della stagione letteraria: una complessa storia di spionaggio che ha le sue radici nella guerra fredda e scava nelle ragioni della scelta estrema di un gruppo di persone unite un tempo da ideologie radicali e da un legame profondo.

L’inganno del passato di Magnus Montelius (Mannen fran Albanien, 2011)

Traduzione Laura Cangemi

Marsilio Editori, collana Farfalle, pagg. 366, euro 18,50