Attilio Veraldi (Napoli, 1925) cominciò a scrivere romanzi gialli relativamente tardi, su insistenza dell'allora direttore editoriale della Rizzoli Mario Spagnol che lo convinse, pare con qualche difficoltà, a mettere mano a La mazzetta, pubblicato dalla stessa casa editrice nel 1976. Fino ad allora Veraldi era stato soprattutto traduttore raffinato ed elegante dall'inglese e da lingue scandinave, lavorando e viaggiando tra Milano la Scandinavia, l'America del Sud e del nord.

Con La mazzetta, dal quale fu tratto anche un fortunato film, Veraldi creò il personaggio di Sasà Jovine, un avvocaticchio dedito al disbrigo di faccende poco pulite al servizio di personaggi compromessi con la camorra, sempre in bilico tra legalità e illegalità, in un ambientazione da hard boiled californiano, senza nulla concedere alla macchietta partenopea. Iovine tornerà in Uomo di conseguenza; un altro fortunato personaggio di Veraldi è il commissario Apicella, presente sia in Naso di cane (anche questo diventato un film) che in L'amica degli amici.

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