La Mafia è Bianca è un film e un libro, di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini. Sui nuovi poteri della mafia. Perché anche se non spara o esplode, non è detto che non esista più.

 

“In Sicilia ci sono cinque milioni di siciliani onesti ai quali la mafia fa schifo!” – Totò Cuffaro (presidente della Regione Sicilia, sotto processo per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra)

 

“Un personaggio ridanciano, grazioso, così, molto alla mano, che immediatamente io riconobbi essere l’onorevole Cuffaro... Subito baci e abbracci, e quindi immediatamente del tu, ci siamo dati del tu; mi disse:

"‘Guarda che sono venuto qua perché mi devi aiutare".” – Angelo Siino (ex “ministro dei Lavori Pubblici” di Cosa Nostra, collaboratore di giustizia, deposizione al processo “Michele Aiello più 13”, 8 giugno 2005)

 

“Sono stati dimostrati, come non accade spesso in un unico contesto di indagine, i rapporti di una persona imputata di far parte dell’associazione mafiosa Cosa Nostra (Michele Aiello) e di una condannata con sentenza definitiva per questo reato (Giuseppe Guttadauro) con esponenti, anche al più alto livello, della politica regionale, con imprenditori, professionisti e giornalisti, con impiegati, funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione, con persone che lavorano negli uffici giudiziari e con appartenenti, di ogni grado e qualifica, alle forze di polizia.” – Memoria dei Pubblici Ministeri (Procura di Palermo, 1° ottobre 2004)

 

Indagini, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, interrogatori e processi disegnano la trama di un giallo popolato da boss di Cosa Nostra, potenti uomini politici, imprenditori milionari, pentiti di mafia e medici. Un libro involontariamente di genere sul nuovo potere. Un libro inchiesta che indigna e appassiona. La Mafia è Bianca abbandona il lettore nell’inquietudine di un finale che ancora non è stato scritto.

 

I suoi autori:

 

Stefano Maria Bianchi (Taranto, 1963), giornalista. Ex inviato di Sciuscià e dei programmi di Michele Santoro. Ha scritto Geometra Cito sindaco di Taranto (Kaos, 1996). Coautore di Toghe sporche, documentario sui processi Imi-Sir e Lodo Mondadori. Vincitore del Premio Ilaria Alpi nel 2002 e nel 2004. La sua sceneggiatura The Italian Dream si è aggiudicata il premio europeo Media. 

 

Alberto Nerazzini (Modena, 1973), giornalista. Ex inviato di Sciuscià e dei programmi di Michele Santoro. Ha scritto per “Diario”, “l’Unità” e altre testate. Autore di diversi documentari, tra cui Toghe sporche. Nel 2005 ha condotto Passato Prossimo su La7. Nel 2005 è stato tra i vincitori del Premio Ilaria Alpi. Ha curato il film Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti, presentato fuori concorso all’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia.