Si è conclusa da poche settimane la diciassettesima edizione del Far East Film Festival di Udine, quest’anno contrassegnata dallo slogan “The emotional chain reaction”, cercando dunque idealmente di riunire in un’unica frase tutte le anime del FEFF, da quella romantica a quella demenziale, il mélo e la commedia, senza tralasciare il wuxia, le arti marziali, il thriller, il fantastico e l’horror. Non essendo riuscita a vedere praticamente nessuno dei film che tenevo a vedere – Sara di Herman Yau, Port of Call di Philip Yung, Gangster Payday di Lee Po-cheung, The Continent di Han Han e The Last Reel di Sotho Kulikar – ho avvertito in maniera molto attutita l’eco della chain reaction a livello personale, ma sicuramente un’idea di quello che questa reazione a catena ha rappresentato nel suo complesso sono riuscita ad averla.

Innanzitutto, il FEFF 17 è stato un omaggio al cinema di arti marziali, che ha reso Hong Kong scenario amato in tutto il mondo: non solo c’è stata una retrospettiva dedicata al genere, con titoli quali Once Upon a Time in China 2 di Tsui Hark, ma anche un ulteriore simpatico omaggio con la pellicola Kung Fu Jungle di Teddy Chen, esplicitamente dedicata a coloro che hanno reso grande

FEFF 17: la line up

Ecco i titoli della prossima edizione del Festival del Cinema Asiatico di Udine, dal 23 aprile-2 maggio 2015.

Sacha Rosel, 15/04/2015

Il FEFF si avvicina

A Udine è in arrivo il Far East Film Festival, e oltre alle proiezioni cinematografiche ci saranno Mercatini, Far...

Redazione, 2/04/2014

Si è concluso il Far East Film Festival 15

Il pubblico di Udine incorona la Corea del Sud

Sacha Rosel, 30/04/2013