Era il 1972 quando Il Giallo Mondadori (n. 1242) presenta Pietà per gli ingiusti, la prima avventura del personaggio più noto ed amato di Bill Pronzini: il detective senza nome.

Questo mese arriva in edicola l’attesa 35ª impresa del personaggio: Traditori (Betrayers, 2010), numero di collana 3103.

Dalla quarta di copertina:

Tempo di superlavoro per i soci di un’agenzia investigativa. Intanto c’è Tamara, che vuole vederci chiaro sui segreti inconfessabili del suo amante occasionale e finisce per scoprire una truffa perpetrata in nome di attività caritatevoli. Poi c’è l’altro socio, Runyon, che per conto di un cliente molto arrabbiato deve ritrovare un tossico sparito dopo essere stato liberato su cauzione. Infine c’è il titolare, chiamato a indagare sulla misteriosa persecuzione di una donna anziana. Opera degli spiriti, a sentire l’interessata. Casi all’apparenza ordinari, se non addirittura bislacchi, che tuttavia portano ad altre scoperte, ad altri segreti. E che hanno qualcosa in comune. La certezza che nella lista dei peccati capitali manchi all’appello il più mortale di tutti. L’ottavo, il tradimento.

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