Anni Settanta. In Italia si muovono forze insidiose per la Repubblica, dal ‘partito del golpe’ alla loggia P2, dalle cordate affaristiche alle bande criminali che spadroneggiano, fino agli estremismi manipolati da occulte cabine di regia. Ma sono anche anni in cui il giornalismo investigativo e d’inchiesta, quello che non piace al potere, ha i suoi momenti più alti. Sono gli anni di Marco Nozza, il re dei pistaroli, che segue implacabilmente gli sviluppi dell’inchiesta sulla strage di piazza Fontana, insoddisfatto delle verità governative; di Mauro De Mauro, che paga con la vita per aver guardato dove non doveva; di Fabio Isman, che finisce in prigione perché il dovere di cronista l’ha infilato in un oscuro gioco di potere; o, ancora, di Pino Nicotri, vittima del teorema ‘7 aprile’ a causa della sua curiosità di cronista.

Contropotere di Massimiliano Griner e Lilly Viccaro Theo ed edito da Nutrimenti, racconta queste e molte altre storie di un giornalismo che volle e seppe essere un quarto potere, e che in un’epoca come l’attuale, dominata dalla concentrazione delle proprietà e dall’omologazione generale, è impossibile non considerare come un esempio.

Contropotere - La notte della Repubblica e i giornalisti che hanno tentato di fare luce di Massimiliano Griner e Lilly Viccaro Theo (Nutrimenti) pag. 192 - € 13,00 - Isbn 978-88-6594-103-4

Massimiliano Griner, sceneggiatore e studioso di storia contemporanea, ha pubblicato: La banda Koch. Il reparto speciale di polizia 1943-44 (Bollati Boringhieri, 2000, finalista al premio Viareggio), Nell’ingranaggio. La scomparsa di Mauro De Mauro (Vallecchi, 2003), La pupilla del Duce. La legione autonoma mobile Ettore Muti (Bollati Boringhieri, 2004), I ragazzi del ’36. L’avventura dei fascisti italiani nella guerra civile spagnola (Rizzoli, 2006), Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione (Lindau, 2011).

Lilly Viccaro Theo, giornalista, ha lavorato per Il Mattino e collaborato con varie testate. Dal 2009 lavora per il programma di Rai Tre, Chi l’ha visto? Nel 2008 ha vinto il premio Siani con la sua tesi di laurea sugli anni di piombo e lo stragismo.