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72. Dragon Eyes
Una nuova promessa del cinema marziale presenta ai fan i suoi “occhi di drago”, e viene introdotto da un “maestro” d’eccezione
LeggiSpy Story a fumetti. James Bond 007
Storia della vita a fumetti del più celebre agente segreto del mondo
LeggiSpy Story a fumetti. Shang Chi
Un fumetto fortemente influenzato da suggestioni cinematografiche che sicuramente piacerà agli amanti dell’azione
LeggiSpy Story a fumetti. Modesty Blaise
Bruna, sensuale, micidiale, disegnata con quei tratti forse un po’ legnosi dei fumetti per i giornali, merita una rilettura anche se non tutte le storie sono di spionaggio
LeggiLa mano tagliata
La moglie Helen, che anni prima Pendergast aveva visto morire con i propri occhi, in realtà è ancora viva...
Leggi103. Torna il pantagruelico Gargantua
I Mammut di Newton Compton fanno tornare in libreria la grande opera di Rabelais, il primo esempio (se non la scintilla) del gioco letterario più pantagruelico di sempre: quello degli pseudobiblia. Ne parliamo anche con lo storico Alessandro Barbero
LeggiNero Wolfe non crede agli alibi
3 su 5
di Rex Stout
Curtains for Three, 1948, Mondadori, 2012
Nero Wolfe non crede agli alibi
3 su 5
di Rex Stout
Curtains for Three, 1951, Mondadori, 2012
Non sparate agli aquiloni
4 su 5
di Feride Cicekoglu
Uçurtmayi Vurmasinlar, 1989, Scritturapura, 2011
Sandro Ferri e I ferri dell'editore
Ventiquattro capitoletti che raccontano il mondo strano e fascinoso dell'editoria, di una particolare editoria di qualità, quella della casa editrice e/o. Ma non solo: "I ferri dell'editore" è un libro snello che si estende dal particolare al generale e riporta i diversi livelli che stratificano - e per assurdo compattano - il mondo dei libri: autori, editor, pregiudizi, frustrazioni, libertà, piaceri, sfumature, insuccessi e gioie. Vengon chiarite alcune confusioni e vengono sbaragliati luoghi comuni, svelate perplessità.
Consiglio la lettura a tutti i lettori, agli scrittori, agli addetti ai lavori, e non solo. A tutti coloro che hanno deciso di andare controcorrente perché, come ha scritto Sando Ferri di cui ora segue l'intervista, andare controcorrente è stato doveroso nei confronti dei "nostri libri, dell'idea di letteratura e di lettura che ci ha aiutato a vivere in questi tempi bui".
