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Hannibal - Le origini del male
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Hannibal Rising, Usa, 2007, Thriller
di Peter Webber con Gaspard Ulliel (Hannibal Lecter), Gong Li (Lady Murasaki), Rhys Ifans (Grutas), Dominic West (Ispettore Popil), Kevin McKidd (Kolnas), Richard Brake (Dortlich), Stephen Walters (Milko), Ivan Marevich (Grentz), Aaron Thomas (Hannibal Lecter bambino), Helen
Totentanz 2
Giallo italiano e seconda guerra mondiale - II. Gli autori contemporanei
Leggi[50] SVEZIA Arne Dahl
Arne Dahl, La linea del male, Venezia, Marsilio, 2006, “Farfalle – I gialli” (ed. orig.: Ont Blod, 1998)
Leggi[7] Angelo Marenzana
Scrivere innanzitutto per se stessi, senza scimmiottare altri, e allo stesso tempo con l’umiltà di saper modificare là dove l’essere troppo se stessi rischia di diventare qualcosa di narcisistico
LeggiTazùn Tazùn Presentaziùn
I collaboratori di Thriller Magazine non sono comparse buttate perse su un tavolo come bastoncini di Shanghai
LeggiClaudia Salvatori
Mi sono ritrovata a dire cose molto personali a un pubblico di sconosciuti, con l'audacia degli attori molto timidi. E' uno dei pochi privilegi della fatica di scrivere: poter socializzare i propri mali. La vedo come un'infezione che si contrae e necessariamente si trasmette. Uso anche le interviste per liberarmi: anche QUESTA intervista
LeggiParisMatch. Quando SAS rivela Segreti di Stato
Ovvero, sono i servizi segreti a scrivere i romanzi di spionaggio?
LeggiGiuseppe Genna
Ogni testo che scrivo è una domanda generale a cui non riesco a dare risposta e che offro ai lettori, i quali sono spesso abituati a ricevere piuttosto risposte dai romanzi. Per questo mi piacerebbe percorrere tutto lo spettro delle forme e delle poetiche tradizionali: mi piacerebbe dare agli altri risate e meditazioni, esattamente come accade nella vita quando non scrivo
Leggi[45] ISLANDA Yrsa Sigurðardóttir
Yrsa Sigurðardóttir, Il cerchio del male, Milano, Sperling & Kupfer, 2006, “Narrativa” (ed. orig.: Þriðja táknið, 2005)
LeggiQuanto sono cattivi gli uomini
A vent’anni di distanza dalla morte di Jean Genet, avvenuta in una camera d’albergo a Parigi nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1986 (l’ora e il giorno non sono certi in quanto non è mai stata effettuata un’autopsia, ed è come se lui avesse voluto conservare fino alla fine la sua divina ambiguità) mi vengono alla mente alcune riflessioni e un paio di interrogativi
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