Demetria è odiosa. Fa tanto la remissiva con Micia Ciuciotta, sembra sempre che abbia paura di tutto, e poi se c’è qualcuno in mezzo a una rissa, quella è lei. Rossa tartaruga cicciona del cavolo... se la fa con i randagi, ruba i croccantini degli altri, va in giro la notte e non torna indietro per giorni. Una di cui ci si può fidare poco, insomma. Non mi stupirei se facesse una brutta fine. Né, soprattutto, se la ladra fosse lei.
Olivia... uhm. Poco più di un peluche. Come tutti i gatti di razza, più che snob, è insipida. E quella vocina smielata da cucciolo... Se avessi quel pelo lungo e nero mi farei spazzolare per ore dalla mia amica umana, ma non c’è mai una volta che non la veda passare con qualche foglia o filo d’erba incastrato qua e là. Io credo si debba essere più furbi per rubare la mia pallina argentata, però vattelappesca! Magari lo fa per invidia. Perché io sono un gatto vero.
Vicki invece è la mia disperazione. Sarebbe davvero carina con quelle strisce nere e grigie, ma è così insofferente, aggressiva, polemica... non ce la vedo a fare la mamma, via. E poi è l’unica che non fa tanto la sciacquetta. Una volta ci ho pure provato, a dire la verità, e lei mi ha dato il ben servito. Preferisce giocare con le amiche, lei. Mimì, è la sua migliore amica. L’averlo scoperto mi ha fatto capire che almeno ha buon cuore, che si occupa dei più deboli e dedica loro il suo tempo, visto che i loro amici umani non sono affettuosi e previdenti come la mia. Una volta se le sono dimenticate tutte fuori col temporale e le abbiamo ospitate noi. Non che la cosa mi andasse troppo a genio, ma per una volta si può anche chiudere un occhio. Io sono sicuro che loro sono tutte invidiose dell’affetto della mia amica umana. I loro amici non sono così. Spero tanto che la mia amica non si intenerisca e non mi costringa un giorno o l’altro a vivere con qualcuna di loro. Mi mancherebbe l’aria e mi sentirei tremare tutto dalla rabbia. A parte per Vicki... Però sul fatto che sono gelose non piove. Mi odiano. Me lo stanno facendo per dispetto.
Sempre a parte Vicki, che se ne frega, credo. Così sono arrivato a sperare che fosse lei a rubare la mia pallina argentata, perché aveva cambiato idea e voleva attirare la mia attenzione.
Ingenue fantasticherie? Chissà. Io continuo a indagare.
E spio.
Esco di soppiatto in giardino dalla porta della cucina, la zanzariera penzola e mi fa il solletico, sguscio sui due gradini e mi nascondo sotto il tavolino di plastica, un vaso mi copre.
Nessuno in vista.
Forse.
È pomeriggio. Gli uccellini cinguettano, ma è difficile vederli a quest’ora, a meno che la mia amica umana non semini un po’ di mollica qua e là. Il sole batte sulle mattonelle davanti all’ingresso. Sopra, ci sono disegnate le forme delle foglie, del tavolino e delle sedie. Fa più fresco sulle forme nere. È per questo che mi stendo sempre su quella a forma di tavolino. Poi mi rilasso, e penso. Adesso devo fare due conti. La pallina di oggi è ancora qui. Se allungo il muso la scorgo nel cespuglio dove l’ho rimpiattata poco fa. Quella di ieri, invece, è sparita stanotte. E troveranno anche quella di oggi, tanto lo so. Tutto come al solito. L’alberello magro delle olive, le fragoline su cui è tanto piacevole sdraiarsi, il sasso sotto cui scovo sempre laaa...
... lucertola!
No. Fermi tutti! Non devo lasciarmi distrarre.
Mi sporgo verso la rete divisoria e vedo Olivia passeggiare vaporosa sotto la pergola. Lei non si è accorta che la sto spiando, anche perché è un po’ limitatina in merito a istinto, dunque, anche se mi vedesse, penserebbe che la sto aspettando per giocare e verrebbe di qua. Ma non mi va. Devo indagare. E scoprire la colpevole.
O la scoprirei meglio se le facessi venire di qua?
Be’, mica impedisco loro di saltare. Lo fanno sempre, che lo facciano pure oggi. Basta che non intralcino le mie indagini.
La farfallina! La farfallina!
E sono io che mi intralcio da solo. Idiota.
Ripartiamo da capo.
Seguo Olivia con lo sguardo, non riesco a tenere ferma la coda dal nervoso, e scorgo Demetria, grassa e rossa, che si sta arrampicando sul muretto che la separa dal giardino sul lato opposto al mio. Arranca un po’ nel tentativo di tirarsi dietro tutto il suo peso, e infine ce la fa. Probabilmente se ne andrà e non si farà vedere per un po’.
Cicciona sparita.

