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La Sindrome di Jaele
Racconto di Stelvio Mestrovich
Dal 29 maggio 2008 abbiamo publlicato, un capitolo al giorno, il romanzo La Sindrome di Jaele con protagonista l'ispettore Giangiorgio Tartini, creato da Stelvio Mestrovich.
Oggi questo romanzo è diventato un libro cartaceo edito da Kimerik.
Di conseguenza il romanzo è stato eliminato dalla nostra rivista nel luglio 2009. Abbiamo lasciato il primo capitolo in qualità di anteprima e incipit del romanzo che troverete in libreria o presso la casa editrice www.kimerik.it.
Buona lettura
Recensioni: Supergulp! Ebbene sì, maledetto Carter! (con DVD)
Autori: Guido De Maria, Giancarlo Governi, Vito Lo Russo, Francesco Guccini
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Editore: Magazzini Salani
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Morire dal ridere [2] L’altra faccia del cinema noir
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di AA. VV.
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Monicelli e “I soliti ignoti”
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La banda della Magliana nasce come storia di delinquenza comune, si evolve in criminalità organizzata ed entra a pie' pari nei meandri più bui della recente storia italiana. La cronaca di quegli anni in un libro che mette insieme anni di indagini
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Dalla Svezia con furore: anatomia di una caso editoriale. Qualche spunto di riflessione
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“La prefazione di un libro potrebbe essere chiamata il parafulmine”. È un aforisma di George Christof Lichtenberg (1742-1799). Per questo insolito racconto di Santini proprio servirebbe... ma non si può. Ci rifugiamo allora nella postfazione, che può benissimo fare la funzione di parafulmine.
Ma voi, ora, non saltate il racconto. Scorretela sta' post soltanto dopo averlo fatto con l'ultima frase. A poi...
Racconto: Global Positioning System
Sorvegliare col G.P.S. è tanto comodo: basta affidarsi all'assoluta discrezione di un cosino messo nel motore e che lancia segnali al satellite. Ma così non è per il poliziotto con tanti anni di servizio addosso, che si ritiene ancora “animale da strada” e che ancora gode a pensare alle lunghissime ore di appostamento di un tempo... Ironia sottile di Di Cara, maestro del noir siculo, anzi universale
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Giulio Salierno ebbe un'altra vita, prima di diventare un sociologo marxista. E quel primo pezzo della sua esistenza, scandito dalla militanza nel MSI e della violenza nera, lo ha narrato in un libro che è il racconto di una presa di coscienza: le bombe non rivoluzionano e ci sono frammenti di mondo, come quello carcerario e manicomiale, dove i soprusi del sistema sono reali. È lì che sceglierà di lavorare
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