The Ax. La storia è semplice e micidialmente geniale. Burke Devore, 51 anni, quadro superiore d'una fabbrica di carta, nella quale lavora da 25 anni, viene licenziato.

Seccamente.

Non per colpa sua ma a causa di un male ormai universale: la ristrutturazione. Avvenimento del tutto inaspettato; il suo mondo crolla completamente.

Fin qui, nulla di particolare; leggiamo ogni giorno nei giornali fatti

simili, in tutto il mondo. Potrebbe essere un romanzo noir con Devore che uccide figli, moglie e alla fine si suicida. Oppure il protagonista potrebbe vendicarsi sui capi dell'azienda con tanto di inseguimenti in elicottero e fiumi di emoglobina. Ma alla scrittura c'è un maestro, un genio: Donald Westlake.

Che inventa uno scenario pazzesco.

Devore crea una ditta fittizia per identificare le persone che hanno le sue

stesse altissime competenze. Identificarle per sopprimerle. In modo che il campo sia libero e possa trovare un nuovo impiego. Riceve risposte, studia i CV, crea una lista. E Devore inizia la sua folle avventura.

E' un libro veramente incredibile.

Prima per l'humour noir di Westlake che fa centro lungo la lettura. Le scene dei delitti e la loro preparazione sono piccoli gioielli.

Secondo perchè è uno studio psicologico assai fine e perspicace d'una

persona che vede il suo mondo volare a pezzi, quando crede che ha tutto in mano, che conrolla tutta che nulla può succedere. Una persona  che reagisce a modo suo, molto studiato.

Devore non improvisa, anzi prepara accuratamente le sua azioni, anche se non è un "professionista", il suo modo di continuare la sua vita.

Infatti, a pensarci bene, non è una brutta idea.

Il mese scorso è uscito un film tratto dal libro, con l'omonimo titolo, Le couperet. E' un film francese, realizzato da Costa-Gavras (che ha scritto film a forte contenuto politico, di denuncia). Stranamente né lui né gli attori hanno mai parlato dell'idea di Westlake. Tanto che a leggere le interviste, si sarebbe detto che l'idea fosse dello stesso regista.