Christopher G. Moore è un autore canadese. Risiede a Bangkok da quasi vent’anni. Buona parte dei suoi romanzi sono ambientati in Thailandia o nel Sud Est Asiatico. E’ noto soprattutto per la serie dell’investigatore, expat in Bangkok, Vincent Calvino, tradotta in 12 lingue. Il terzo episodio della serie (Zero Hour in Phnom Penh) è stato insignito in Germania del Premio della Critica per il Giallo Internazionale (nel 2004) e del Premio “Semana Negra” come miglior noir tradotto in Spagna (nel 2007). E’ stato siglato un accordo per un film dal nono romanzo (The Risk of Infidelity Index) con la produzione di Keanu Reeves. L’ultimo titolo pubblicato, Paying Jack Back, è intanto disponibile sul mercato asiatico; uscirà negli USA a dicembre, per la Atlantic Monthly Press. In Italia, è stato pubblicato Pattaya 24/7 (Il Giallo Mondadori, 2007), mentre la traduzione di The Risk of Infidelity Index uscirà direttamente in libreria, sempre per Mondadori.

http://www.cgmoore.com/

Colin Cotterill è nato a Londra. Ha insegnato in Australia, negli Stati Uniti e in Giappone. Ha operato con i rifugiati laotiani negli anni ’70. Ha lavorato per l'UNICEF e per alcune agenzie non governative, adoperandosi nella lotta contro la prostituzione infantile e abusi sui bambini. Ha vissuto in Laos. Oggi risiede in Thailandia. Ha scritto vari libri, ma è noto soprattutto per la serie ambientata in Laos, negli anni ’70, con protagonista un coroner settanduenne, Siri Paiboun. In Italia è stato tradotto per ora il primo titolo della serie: The Coroner’s lunch (da Fanucci, con il titolo Intrigo a Oriente). L’edizione francese di questo romanzo ha vinto il premio SNCF per il miglior mistery nel 2007, e il secondo episodio (Thirty-Three Teeth) è stato premiato nel 2006 dall’Independent Mystery Bookseller's Association. Tra gli altri romanzi: Disco for the Departed, Curse of the Pogo Stick e Anarchy and Old Dogs.

www.colincotterill.com

CGM: Ci sono, oggi, vari scrittori che ambientano i loro romanzi nel Sud Est Asiatico. Colin, vorrei chiederti: cosa ti ha portato ad ambientare la tua serie proprio in Laos?

CC: Beh, Christopher, direi che tutto ebbe inizio negli anni ’70, quando lavoravo con i rifugiati in Australia. Entrai in amicizia con varie famiglie laotiane scappate dai comunisti. In quel periodo, sentii un sacco di storie circa quanto terribili fossero “i Rossi”. Poi, ebbi l’occasione di spostarmi in Laos e lavorare a fianco dei comunisti. E sentii storie su quanto ignominiosi fossero i monarchici. Con tutte queste vicende in testa, fu solamente una questione di tempo prima che mi mettessi seduto ad iniziare a documentare un interessante periodo della storia laotiana: il cambio di regime degli anni ’70. Non conoscevo alcuna fiction ambientata in Laos che raccontasse la storia dal punto di vista laotiano. Era una sceneggiatura inedita, che attendeva di essere scritta.

Peraltro, mi pare di ricordare che anche tu, quando iniziasti a scrivere polizieschi ambientati a Bangkok, non avessi tutti questi concorrenti...

CGM: Nei tardi anni ’80, quando scelsi Bangkok come scenario, nessuno ancora ci aveva ambientato una serie.

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