La polizia reagiva con efficacia ma molte piccole gang venivano allo scoperto per reclamare la loro fetta di territorio. Questa nuova leva di gangster era destinata a crescere negli anni ed era formata da giovani ambiziosi, poco rispettosi delle tradizioni delle vecchie società ma decisi a usare armi più letali delle solite scuri e mannaie.

Per le strade di Hong Kong si cominciò a sparare. Delinquenti imbottiti di droga rapinavano gioiellerie e, come avveniva nelle città americane e canadesi, scatenavano carneficine anche in ristoranti e luoghi pubblici. Tutto ciò non fece altro che alzare il livello della violenza costringendo le autorità a interventi ancor più drastici.

I fratelli Ma fuggirono per un pelo e si rifugiarono a Taiwan dove avevano amici e nessun mandato di estradizione poteva toccarli. La guerra alle Triadi sembrava solo in apparenza essersi risolta con la vittoria della giustizia. Ormai da quella che sarebbe stata soprannominata l’Isola dei Fuggiaschi i fratelli Ma si erano organizzati per trasferire fuori dalle acque territoriali di Hong Kong, su navi o isolotti (proprio come è raccontato ne I tre dell’Operazione Drago con Bruce Lee) i laboratori per la raffinazione della morfina in China White. Grazie all’Oriental Daily News la rete spionistica nazionalista riceveva e divulgava informazioni e le spedizioni dal Triangolo d’Oro venivano gestite attraverso canali differenti. Tutto questo perché, malgrado gli sforzi della DEA e della polizia inglese - e, bisogna dirlo, di molti validi e incorruttibili ufficiali cinesi - le Triadi avevano da sempre avuto la protezione di agenti di medio livello nella polizia cittadina.

            

Uomini poco appariscenti ma potentissimi che avevano accumulato fortune ed erano in grado di rallentare operazioni di rastrellamento, catturare solo pesci piccoli e lasciar fuggire i Tai Lo, i Fratelli maggiori, quelli che veramente avevano il potere.

Uno di questi era LiuLok, un sergente della polizia di Hong Kong, che fu smascherato dopo la scoperta dei suoi ingenti fondi nascosti in banche alle Cayman, ma che riuscì a fuggire e fu visto aschi cenare nei migliori locali con i fratelli Ma nell’Isola dei Fuggiaschi. A lui si ispirò Robert Daley e in seguito Michael Chimino per il personaggio di Joey Tai, interpretato da John Lone ne L’anno del Dragone.

Grazie alle sue amicizie con i boss e i servizi segreti nazionalisti, Lui Lok fu in grado di rifarsi una verginità e a trasferirsi a San Francisco (non a New York, come avveniva nel film sopracitato) per diventare capo della Tong del quartiere cinese, quasi un sindaco intoccabile. Ma ormai l’equilibrio imposto dai 14K e dai loro alleati andava smembrandosi e la lotta per il controllo della malavita si faceva sempre più violento. Stavano emergendo le bande dei Rascals, degli sciacalli, tutti giovanissimi e armati fino ai denti, che avrebbero costituito il nerbo della nuova malavita cinese. E la battaglia si era estesa a tutto il mondo.Un esempio eclatante era rappresentato da ChungMon, detto l’Unicorno, che dai primi anni ’70 aveva curato gli interessi dei 14K in Europa creando un impero tra Amsterdam e Rotterdam attraverso il quale passava tutta la droga diretta in Germania e in Europa del Nord.

Considerato potentissimo, aveva il comando assoluto nelle stradine del quartiere cinese che si dipanano dietro il Red Light District, la zona a luci rosse con le prostitute in vetrina della capitale olandese. Paradiso dei tossicodipendenti, paese della libertà sfrenata, l’Olanda di quegli anni era assolutamente impreparata a fronteggiare un’ondata di delinquenza orientale di tali dimensioni. Durante tutto il periodo della guerra del Vietnam e successivamente, l’organizzazione dell’Unicorno, collegata ai Ma, rifornì le basi americane in Germania di China White, alimentando il vizio tra i giovani che convergevano in Olanda alla ricerca di un paradiso allucinogeno. La polizia locale cercò timidamente di svolgere qualche azione contro di lui ma l’Unicorno aveva protezioni in alto loco e, quando si profilarono dei rivali all’interno della sua comunità, non esitò a reagire con la massima violenza.

Amsterdam, una delle chinatown celebri per i violenti scontri tra le triadi.
Amsterdam, una delle chinatown celebri per i violenti scontri tra le triadi.

La battaglia della DEA, al termine del conflitto vietnamita, si fece dura anche in Europa dove, comunque, i cinesi erano fuori dal loro territorio. Il 3 maggio del 1975 l’Unicorno cadde in un agguato tesogli da giovani killer cinesi muniti di armi automatiche. Morì sulla strada. Il suo successore Chan YeunMuk fu scelto dai 14K per sostituirlo. Nella scala gerarchica era un 486, un uomo brutale ma non abile come l’Unicorno. A un anno esatto dall’omicidio - insoluto - del suo predecessore, Chan fu ucciso per le strade. Questa volta era un commando della Triade Ah Kong, di Singapore, con forti legami tra le gang giovanili di Hong Kong che spesso si servivano per i lavori sporchi di killer venuti dalla Madrepatria, a volte ex militari. Qualcosa stava davvero cambiando. E per il peggio.

Da quel momento in avanti le nuove gang giovanili cominciarono a rivestire un ruolo di semplici esecutori, ignorando codici d’onore e procedure di ammissione. Facevano il lavoro sporco per i veri capi che ancora si sentivano eredi delle tradizioni originarie delle Triadi ma avevano imparato a mascherarsi da seri e stimati uomini d’affari.

       

Un paese, due sistemi, lo slogan propagandistico che ha accompagnato il passaggio di Hong Kong dal governo inglese a quello di Beijing, ha avuto riflessi anche sul mondo della malavita. Scomparsa la Città Murata, gli episodi di violenza eclatante con il trascorrere del tempo sono diventati sempre più rari. La nuova Triade veste abiti firmati e gestisce società quotate in borsa, più attenta alle oscillazioni dell’indice Hang Seng che ai regolamenti di conti al mercato della frutta. Eppure manovra miliardi di dollari da e verso la Cina, può contare su corruzione e connivenze ad alto livello governativo e ha tracciato pericolosi sentieri che uniscono Hong Kong a Beijing e, soprattutto, a Shanghai che è la nuova testa di ponte della Madrepatria verso l’economia del libero mercato occidentale.

Ancora una volta è il cinema popolare lo specchio di questi cambiamenti. L’epopea dei malavitosi tatuati, presenti nei film di Kirk Wong come The Club (interpretato da Chan Wai Man che era stato un vero Palo Rosso della Triade) è superata, come la saga di micidiali Young and Dangerous, belli, crudeli ed eleganti che hanno caratterizzato la fine degli anni ’90 con un serial dal successo senza precedenti.

Lo stesso regista Andrew Lau ha girato oggi una nuova serie dove si spara pochissimo ma il clima di sospetto, corruzione e tradimento rispecchia esattamente la situazione della nuova criminalità di Hong Kong. Infernal Affairs, interpretato da Andy Lau e Tony Leung solo per citare nomi già noti al lettore, ha travolto ogni altro film del filone e ha ispirato un remake americano. Sempre la trasposizione fantastica delle gesta dei “banditi” trova riscontro nella realtà e questo è uno dei fattori caratterizzanti la cultura popolare di Hong Kong, anche oggi che, con l’arrivo dei comunisti, dovrebbe essere cambiato tutto. Ma, come ricorda un personaggio di Infernal Affairs III parlando di corruzione, questo è: «un paese, due sistemi».