Mentre Pierre Lafitte continua a proporre sulla sua rivista “Je sais tout” storie straniere a tinte forti, come Le collier du mort di Fred M. White – in originale A Slave of Mammon, in seguito raccolto nell’antologia Craven Fortune (1908) – lo stesso pressa Maurice Leblanc perché sforni quanto prima un’altra impresa di quel personaggio che tanto pare essere piaciuto al pubblico, con il suo misto di criminalità ed umorismo. Seppur reticente, l’autore cede e scrive Arsène Lupin en prison (15 dicembre 1505) e L’évasion d’Arsène Lupin (15 gennaio 1906), chiudendo una ideale trilogia di racconti che iniziano con l’arresto del personaggio e, dopo che questi agisce anche dalla cella, finiscono con la sua evasione. Questi sono inoltre i tre racconti più frizzanti (dove non addirittura umoristici) dell’intera produzione, quando cioè più dell’enigma è importante il modo divertito e paradossale con cui questo viene raccontato.

         

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