Nasce una nuova collana, “I Ratti”, nel grande mondo di Bloodbuster. «I libri di questa collana - ci raccontano gli editori Manuel Cavenaghi e Daniele Magni - saranno firmati da scrittori e giornalisti affermati che hanno deciso di dare credito al nostro marchio, scrivendo per noi delle guide introduttive ad alcuni generi e protagonisti del cinema che più ci piace, quello sbrigativamente liquidato come “di genere”, “basso”, “commerciale”, “popolare”. Qello, insomma, identificato nel motto “tutto il cinema dalla B alla Zeta”, che da sempre accompagna le nostre malefatte. I Ratti di Bloodbuster saranno volumetti essenziali, agili e dal costo in linea con la crisi economica che ci attanaglia.»

L’opera che apre questa nuova collana, un progetto unico nel suo genere, è il saggio Tutte dentro! Il cinema della segregazione femminile. Il romanziere e saggista Stefano Di Marino, storica firma della collana Segretissimo e con decine di romanzi all’attivo, e l’esperto di cinema di genere Corrado Artale danno vita ad un saggio imperdibile: un viaggio dalle tinte forti in un mondo poco conosciuto se non addirittura dimenticato.

     

Dalla quarta di copertina:

Il cinema delle "femmine in gabbia" si può dividere in tre filoni principali, distinti nel tempo ma parzialmente comunicanti.

Il "WIP" (acronimo di Women In Prison), mette in scena le peripezie di combattive fanciulline recluse in esotiche prigioni.

Il "nazierotico", definito "il più infame dei generi italiani", grufola impudicamente all'interno dei campi di concentramento, nazisti e non, banalizzando la tragedia storica in favore di un erotismo becero e malsano.

Il terzo filone, che possiamo definire "conventuale", cavalca il gusto pecoreccio e di derivazione decamerotica dello scoprire la calza sotto il velo, il seno rigoglioso che tende la tonaca delle, naturalmente giovani e maliziose, monachelle di clausura.

Con questo libro ci immergiamo nelle atmosfere sporche e perverse di questi tre sottogeneri della sexploitation, scandagliando quelle pellicole cardine realizzate da volenterosi cineasti artigiani che osavano osare, scandalizzando i benpensanti e facendo godere le villiche platee.

    

Dall’introduzione di Stefano Di Marino:

«La femmina (avvenente, remissiva, aggressiva, desiderabile in ogni sua declinazione iconografica) è il fulcro della narrativa d’evasione. Genere non esclusivamente maschile se consideriamo le eroine dei “romance”, figure d’identificazione per le lettrici ma ugualmente oggetto del desiderio [...]. Rapite, segretate, più o meno spogliate, le donne del Pulp hanno avuto un ruolo fondamentale. Quasi quanto le loro torturatrici. Perché (e qui entriamo nel territorio della più classica exploitation, lo sfruttamento del gusto popolare) nulla rende più eccitante una situazione di pericolo per una fanciulla del fatto che il suo aguzzino sia una donna.»

    

Dall’introduzione al genere nazi-erotico di Corrado Artale:

«Quando, nel lontano 1975, la prorompente Dyanne Thorne in divisa nazi turbava i sogni erotici delle platee (soprattutto per la disinvoltura con cui se la toglieva, la sopracitata divisa), di fatto nacque un nuovo filone della sexploitation, battezzato con denominazioni che vanno da “pornonazi” a “nazierotico”, per approdare al felicissimo termine “erossvastica” coniato dal critico Davide Pulici sulle pagine della rivista Nocturno Cinema

      

Tutte dentro! è già disponibile su ibs.it

www.ibs.it/code/9788890208782/

ma anche sul sito ufficiale di Bloodbuster:

www.bloodbuster.com/index.php?idlingua=1&pageid=dettagli2&idprodotto=9509

    

Tutte dentro! Il cinema della segregazione femminile di Stefano Di Marino e Corrado Artale (Bloodbuster), 208 pagine, euro 13,00 - ISBN 978-8890208782