La storia si sviluppa in un paese della Sardegna interna, avaro di attrattive e di futuro per i giovani. Denise, una bellissima adolescente, perfetta in tutto, in casa, a scuola e con le amiche, viene trovata uccisa sui binari del treno; sembra un suicidio. Un altro ragazzo mesi prima è precipitato da un dirupo, in un luogo bellissimo e selvaggio. Anche in quel caso era stata accreditata la tesi del suicidio per male di vivere. La sorella minore di Denise, Melissa detta Sissy, non crede alla versione ufficiale delle forze dell’ordine e del paese. Al contrario è convinta che la sorella sia stata uccisa. Inizia così a indagare da sola, con le sole forze della sua intelligenza, all’insaputa di genitori assenti, fiaccati dal dolore della perdita della figlia maggiore. Sissy sorveglia e spia la cerchia delle amiche più intime di Denise, l’ex fidanzato, scopre l’amore della sorella per il ragazzo morto mesi prima. A poco a poco, con coraggio e determinazione, mette insieme delle tessere che svelano un disegno criminale e che per questo motivo la mettono in pericolo di vita. Sissy non è la sola a indagare: gli adulti rappresentati dalle forze dell’ordine la seguono proteggendola e scoprendo moventi ed esecutori, come si addice a un poliziesco. Alla fine del racconto Sissy, scoprendo la verità sulla morte di Denise, varcherà per sempre le soglie dell’adolescenza.
In quest’ultimo romanzo, Pulixi si distacca dai suoi personaggi seriali per raccontare il crimine in un’età che agli occhi degli adulti è ancora quella dell’innocenza ma che in tanti casi di cronaca si macchia “inconsapevolmente” di crimini efferati. Notevole l’estrema attenzione dell’Autore nella costruzione psicologica dei personaggi colti in una fase della vita in cui tutto è assoluto, irreparabile e immutabile: l’amore, il tradimento, l’amicizia, l’infelicità.






