Quattro racconti, quattro storie dolorose con protagoniste donne molto diverse fra loro. Una commessa di supermercato con studi classici alle spalle che vive per anni una storia segreta con un musicista, interrotta soltanto dalla morte accidentale di lui, una casalinga dei quartieri della Torino operaia che fatica a far quadrare il bilancio e non riesce ad accordare la realtà con le sue ambizioni irrealistiche proiettate sulla figlia, una signora della buona borghesia, ex croupier sulle navi da crociera ritirata a vita privata, che ha avuto la debolezza di affidare i suoi risparmi a una banca che l’ha ingannata e impoverita, una donna appartenente all’alta borghesia che tiene in pugno tutti quelli che le sono vicini. Tutte le storie si concluderanno drammaticamente, in qualche caso il dramma è vissuto nell’interiorità del personaggio, altre volte esplode in tutta la sua violenza distruttiva e, come una bomba, disintegra tutto.
Come spiega Massimo Carlotto nell’introduzione, un autore ha il dovere di esplorare l’universo femminile. Carlotto lo fa da maestro, svelando attraverso dialoghi o monologhi le più intime pieghe del pensiero femminile.
Ognuna delle storie è collegata a una canzone: Dansez sur moi di Claude Nougaro, Il cielo in una stanza di Gino Paoli, Sono solo parole di Noemi e Rimini di Renzo Arbore la quarta.
Da due racconti, “Niente, più niente al mondo” è stato tratto un lavoro per il teatro e da “Il giardino di Gaia” un audio dramma.






