Che Cristiano Pugno fosse un bravo fotografo lo sapevo da lungo tempo e che avesse anche una certa propensione per la narrativa... ma il suo romanzo pubblicato dalle edizioni Scudo in forma di E-book mi è davvero piaciuto molto. Tra l’altro sto attraversando anche io un momento ‘ genovese’ edè stato un piacere vedere come un altro autore ha affrontato l’argomento. passo la mano a Cristiano che ci parlerà un po’ di lui e del suo racconto.

presentati ai lettori. ti senti un narratore ‘genovese’?

Io sono di Genova, punto. anche se me ne sono andato quando ero piccolino rimango "zeneize".

La mia Genova è quella che ricordo da piccolino, quando mio papà mi portava da i nonni che stavano in Canneto il Lungo.

Non c'era il citofono e per chiamare l'interno 7 occorreva picchiare con il batacchio sette volte sulla porta, poi dal settimo piano ti veniva lanciata la chiave del portone, una specie di ascia bipenne del peso di qualche etto fasciata in sacchetto del pane, che precipitava con un sibilo.

Io ricordo i carruggi con i tossici duri, quelli che si facevano di eroina, non i fighetti della movida che fumano per darsi un contegno.

Per me i delinquenti erano i napoletani, i calabresi che trafficavano nell' angiporto dove il confine tra il lecito e il criminale era molto labile.

Tutto questo prima della rivoluzione dell' Expo e dell' inizio dell' immigrazione.

Adesso il centro storico lo vedo molto più simile ad un suq, etnie diverse, odori diversi, certe volte mi sembra proprio di entrare in un altro mondo.

La Genova che ho descritto è un po’ questa...quella da un lato di plastica confezionata per i turisti e sotto quella multiforme più vicina a quello che poteva essere il tempo delle Repubbliche Marinare di quanto forse vogliamo credere.

Cosa puoi dirci della tua esperienza di narratore, tu che vieni dalla fotografia?

Io sono un narratore un poco sui generis, ho sempre scritto anche se raramente ho trovato il coraggio di far leggere quello che scrivevo.

Scrivevo per poter avere le storie che non trovavo, per creare i miei eroi ( e le mie eroine) come li volevo io e non come li trovavo.

Ma adesso è arrivato internet, tutto più semplice. La possibilità di poter interagire con quelli che avevo sempre considerato degli idoli, ma che invece erano persone comuni (tu e Sergio, tanto per non fare nomi) mi ha dato quel coraggio che non avevo e nemmeno quella dose di faccia tosta che serve per promuovere il proprio lavoro.

Cosa posso dirti di come scrivo...che fondamentalmente io le storie le "vedo" nella mia testa e tante volte non riesco a stare dietro al flusso della storia con lo scritto e mi arrabbio per non essere riuscito a mettere sulla carta l' immagine che ho in testa.

E questo mi frega anche nell' editing perché non mi rendo conto di quello che ho scritto e continuo a vedere l' immagine che ho pensato.

Da come avrai visto lo stile risente tanto di questo e a volte mi rendo conto di essere prolisso o eccessivamente pignolo nelle descrizioni ma ho sempre il timore che chi legge possa non capire.

I personaggi son sempre il fulcro della vicenda... sei d’accordo?

I miei personaggi sono influenzati dalle mie letture, il mio eroe è Diabolik, cattivo ma con stile.

Diciamo che non amo il troppo sangue o la crudeltà fine a se stessa.

Genova per noi, in formato PDF, è scaricabile gratuitamente al sito

Edizioni Scudo

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