In “Una brutta faccenda” (Tea, 2005) si manifestano, tra le righe, molte riflessioni sull’omicidio e sulla natura umana. Esiste il male assoluto?

Non credo, secondo me è sempre questione di “dosi”: in tutti c’è il bene e c’è il male, ma ogni individuo ha le sue personali percentuali dei due elementi e il suo grado di consapevolezza, e questo determina la sua “qualità”.

Il commissario Bordelli, il poliziotto protagonista di alcuni tuoi romanzi, ha un senso della giustizia molto profondo. Ma a volte il suo senso della giustizia prescinde sia dalla morale comune, sia dalla legge...

In effetti ha un senso della giustizia tutto suo, che spesso non è in linea con la impersonale Legge dello stato.