Anno Domini 1176. Nelle campagne vicino a Legnano, i 300 uomini della Compagnia del Carroccio si oppongono all’avanzata dell’esercito del Sacro Romano Impero, guidato da Federico I il Barbarossa. La loro è l’ultima, strenua difesa prima che l’invasore germanico riesca a tracimare in Italia, per soffocare nel sangue il fremito d’indipendenza dei Comuni Padani, riunitisi nella Lega Lombarda dopo il giuramento di Pontida. Al comando della Compagnia del Carroccio c’è Rossano da Brescia, soldato di ventura e uomo d’onore che ha un conto in sospeso con il Barbarossa, che gli ha ucciso la moglie durante l’eccidio di Milano del 1162.

Da allora Milano e risorta, e insieme ad altri comuni padani ha dato vita a un esercito che intende fermare i propositi egemonici del Barbarossa in Italia. Un uomo è al comando di questo esercito, un condottiero il cui nome è già leggenda: Alberto da Giussano. Il Comandante lombardo ha dalla sua la forza di intere coorti di giovani combattenti, la più famosa delle quali, la Compagnia della Morte, è composta da novecento uomini valorosi votati a tutto, pur di difendere la Lega dall’invasore germanico. La Compagnia della Morte ha come simbolo e baluardo il Carroccio, un enorme carro su cui svettano le insegne della Lega, la Martinella, la campana che sprona gli uomini alla difesa dei loro diritti e del loro territorio, e il gonfalone con la croce papale.

Ed è in onore di Papa Alessandro III che i Comuni Padani fondano Alessandria, una fortezza eretta per resistere all’avanzata del possente esercito imperiale.

Sullo sfondo di questi anni eroici e terribili, degli scontri fra guelfi e ghibellini, fra il potere politico e quello spirituale che rischia di far ripiombare l’Italia nella barbarie, si muovono le vicende di Rossano da Brescia, alla ricerca della propria personale vendetta, e di Angelica Concesa, coraggiosa contessina disposta a tutto, anche ad armarsi lei stessa sotto le insegne del Carroccio, pur di restare accanto al suo amato Rossano.

Lo scontro finale avviene nelle campagne di Legnano. Rossano da Brescia, Alberto da Giussano e i valorosi cavalieri della Compagnia della Morte, oppongono una strenua resistenza all’avanzata dell’esercito imperiale, sacrificando le proprie vite in nome della libertà e dell’indipendenza padana.

E’ il momento della verità, del sangue e dell’amore. Finché non si levano alti i rintocchi della Martinella, a proclamare la vittoria dell’esercito lombardo sull’usurpatore.

Una storia di guerra, di battaglie e di morte, ma anche una sorprendente vicenda d’amore e la rivisitazione in chiave epica delle gesta di Alberto da Giussano e dei suoi Cavalieri della Morte, che riuscirono ad assestare un formidabile colpo alle schiere del Sacro Romano Impero.

La Compagnia della Morte di Franco Forte (Mondadori - Omnibus Italiani, 2009) - pp. 300 - euro 20,00 - EAN 9788804585817

http://www.lacompagniadellamorte.it

Giovedì 5 febbraio alle ore 21.15 presentazione del romanzo La Compagnia della Morte a Legnano, presso la Sala del Cenobio del Collegio dei Capitani e delle Contrade, all'interno del Castello Visconteo di Legnano. L'ingresso è libero.

Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Giornalista professionista, traduttore, sceneggiatore e consulente editoriale, ha pubblicato nel 2005 il romanzo La stretta del Pitone (Mursia), e nel 2000 i romanzi Il figlio del cielo e L’orda d’oro (Mondadori), da cui ha tratto uno sceneggiato TV su Gengis Khan prodotto da Mediaset (trasmesso nel 2002 su Rete 4) e China killer (Marco Tropea/Il Saggiatore), un thriller metropolitano dai toni forti.

La compagnia della morte

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