Ti definisci “autore indipendente”, che cosa intendi esattamente?

Indipendente perché mi sono autoprodotto i miei romanzi senza perdere tempo a inviare manoscritti a case editrici e rimanere anni a macerarmi nell’attesa di una risposta. Indipendente perché scrivo quello che voglio senza sottostare alle regole del mercato. Indipendente perché non appartengo a nessun clan letterario né ho protezioni di personaggi influenti del mondo dell’editoria. Sono un cazzo di autore indipendente da tutto e da tutti, faccio quello che credo sia necessario, e se avrò un futuro sarà solo merito mio.

 

Hai pubblicato i primi tuoi libri con lo pseudonimo Michelangelo Merisi, nome anagrafico del pittore Caravaggio. Come nasce il tuo interesse per l’arte?

Ho fatto l’antiquario per più di vent’anni, specializzandomi in pittura antica: la specializzazione è avvenuta sul campo, toccando e osservando i quadri dal vivo, comprando una valanga di libri d’arte e studiando correnti pittoriche e artisti – provenivo dall’Istituto Tecnico Nautico, poi da un anno universitario di Agraria e dalla frequentazione di un corso di regia al Dams, quindi avevo una preparazione vasta ma generica, e molto lontana dal mondo dell’antiquariato e dell’arte; mi ha aiutato parecchio il fatto di avere una spiccata sensibilità per la pittura, quella del seicento in particolare, e come dicono i miei ex colleghi, sono uno che c’ha occhio.