“Quella donna non sapeva niente di suo figlio. Non sapeva come viveva, che cosa pensava, come si manteneva. Solo di una cosa era sicura: non poteva essersi tolto la vita. E solo una cosa era certa: suo figlio era morto.”

 

Antonio Melandri la vocazione investigativa l’aveva nel sangue. Perito industriale, una vita non sua e che giorno dopo giorno lo svuotava, sbriciolando i sogni e le passioni della giovinezza, a un certo punto si era detto: Basta! E non riuscendo a immaginare un solo istante in più perso a progettare macchine, corteggiare clienti, rincorrere diagrammi di Bode e trasformate di Laplace, seguendo un impulso, era “diventato” investigatore privato. Non sapeva se avrebbe fatto per davvero quel lavoro, se gli sarebbe piaciuto e ne sarebbe stato capace. Era capitato per caso, come una sfida o una fuga; fra lo stupore e i rimproveri della famiglia.

In una Bologna torrida e bollente, in cui i bolognesi come tante tagliatelle aspettavano qualcuno che li levasse dal fuoco, l’atmosfera si fa rovente. Un trentenne balordo, Fernando Fiore, suicidatosi sotto un treno. Una vita spesa a rincorrere logori miti in the road. Ricambi frequenti di ragazze, un sano vizio del gioco, una abilità innata per il computer e periodiche sparizioni, senza lasciar traccia. L’ultima di queste riassunta da uno scontrino di lavanderia, annotato in francese, rinvenuto in una tasca di pantaloni.  Scontrino che rappresenta l’unico punto di partenza per Melandri. Il quale, con l’ostinazione che gli è congeniale e l’aiuto  dell’amico Marino, passo dopo passo, ricostruisce una vicenda incredibile di truffe, investimenti finanziari e riciclaggio di denaro, in cui è coinvolto Fernando.

Eros Drusiani, bolognese, è autore di programmi televisivi e radiofonici. Ha collaborato con riviste di fumetti, come Lupo Alberto e Comix. Con La luna sognata ci regala una storia avvincente, ben architettata e sentita. Una vicenda costellata di equivoci e colpi di scena, in cui ruoli dei personaggi sono messi in discussione più volte; perché, come afferma l’autore, chi ha sotto il naso la verità “non se ne accorge e chi la vorrebbe o dovrebbe scoprire non pensa che si possa trovare lì, a portata di mano”.