La ragazza è riversa sul letto, esangue, con le mani legate alla spalliera. Sul comodino, sono allineate decine di provette piene di sangue. Tutto appare pulito e in ordine. L’assassino ha dissanguato la vittima con fredda precisione senza versare una goccia di fuori...

Nel tuo romanzo “Memoria del sangue”, recentemente ristampato in ebook da Mezzotints (notizie/14634/), tornano alcuni elementi, il sangue, la memoria, il labirinto, una bicicletta, rossa e veloce come il sangue. Giochiamo un po' con queste parole, parliamo di paura, di scrittura, anche ovviamente di questo romanzo, dei suoi personaggi e del suo autore, un po' enigmatici un po' no, tanto da svelare qualcosa oppure no e magari invogliare i lettori ad approfondire leggendo il tuo romanzo. Come in un delirio, come in una visione, come nel tuo romanzo, appunto

Gli elementi che tornano e ritornano, rendono già il concetto di memoria. Ma non solo. Il retaggio del nostro sangue ci accompagna geneticamente durante la vita, preparandoci e in qualche modo indirizzandoci verso la morte. Tutto questo fa paura, così come la scrittura a volte, quando colpisce nel segno. Paura come fascinazione, un mezzo enigmatico per capire come siamo fatti e trovare la strada per affrontare i nostri sogni e di conseguenza i nostri incubi quotidiani. Percorrendo il labirinto delle pulsioni... 

Il labirinto come rappresentazione di un cervello, sempre pieno di risvolti inaspettati, di ossessioni che ci sorprendono ad ogni svolta. Ma un labirinto può essere mai considerato vuoto se è già pieno dei suoi svincoli continui? Però è pur sempre un oggetto inanimato se non si introduce un essere vivente che lo percorra. E come un'idea nel cervello, non si sa che strada possa prendere e rincorrerla non è gioco facile. E ci si può perdere in un cervello preda delle proprie paure... 

Il labirinto come lo vedo io. Come è anche espresso all’interno del romanzo, è un posto dove ci si può esercitare a ritrovare la strada. Un allenamento per la vita. Il piccolo protagonista di Memoria del sangue, riesce a comprendere questa semplice regola. Terrificante e liberatoria. E affronta una sorta di prova iniziatica per crescere e vincere la battaglia contro la fragilità del corpo e della mente proprio dentro a un labirinto.

L'intervista integrale la trovate in rubriche/14686

Gianfranco Nerozzi ha pubblicato numerosi racconti e romanzi per diverse serie, molti per la collana Segretissimo di Mondadori. Altri romanzi: Ultima pelle (Edizioni Eden, 1991, pubblicato con lo pseudonimo F.J. Crawford), Le bocche del buio (Polistampa, 1993), Ogni respiro che fai (AdnKronos, 2000), Memoria del sangue (Carrocci, 2007), Il cerchio muto (Editrice Nord, 2009), Continuum (Tre60, 2012). Nel 2003 ha curato l'antologia di racconti horror italiani In fondo al nero (Mondadori, Urania). Alcune sue novelle sono presenti anche nelle raccolte Anime nere e Bad Prisma (Mondadori) e Incubi, (Baldini Castoldi Dalai Editore). Sito Web: www.gianfranconerozziofficial.com.

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