Dopo tanti thriller mozzafiato e storie durissime, dalla Svezia arriva anche un romanzo sorprendente su degli arzilli vecchietti che si danno alla crimanlità: La banda degli insoliti ottantenni (Kaffe med rån, 2012) di Catharina Ingelman-Sundberg.

La Newton Compton porta in Italia un’autrice davvero particolare, che dal 1985 è nota per i suoi saggi di archeologia subacquea finché un bel giorno ha voluto cambiare genere. Specializzatasi in romanzi storici ambientati nella Stoccolma del Trecento - Brännmärkt (2007), Förföljd (2008), Befriad (2009), tutte avventure con protagonista una donna agguerrita - nel 2012 ha voluto provare con qualcosa di completamente diverso: un giallo frizzante e fuori dagli schemi.

      

Dalla quarta di copertina:

Märtha e la sua banda di cinque simpatici vecchietti vivono in una casa di riposo. I loro giorni trascorrono all’insegna della noia e dell’avvilimento, specie da quando il nuovo proprietario dell’istituto ha tagliato tutte le spese: cibo, divertimenti e persino le decorazioni natalizie! Tanto che arrivano a pensare che starebbero meglio in prigione, dove almeno la mensa funziona. Perché allora non evadere e commettere una rapina, per venire incarcerati?

Il primo colpo della scombinata gang non va però come avevano previsto, così decidono di rimediare pianificando il furto del secolo. Ma essere arrestati non è semplice come si immagina e quando finalmente finiscono al fresco si accorgono di aver sopravvalutato la vita e gli agi di quel “ricovero”. Anzi, tra rigide gerarchie, mafiosi slavi e criminali senza scrupoli che farebbero di tutto per impossessarsi del loro bottino devono far ricorso a ogni possibile stratagemma per uscirne incolumi. Dove porterà la rocambolesca avventura di questa banda di intrepidi Lupin dai capelli grigi? Chiunque li incontri farebbe meglio a mettersi al riparo...

     

Ecco un estratto dall’incipit:

L’anziana donna strinse la presa sul deambulatore, appese il bastone accanto al cesto e tentò di assumere un’espressione decisa. Occorreva parecchia determinazione per pensare di mettere a segno, all’età di settantanove anni, la sua prima rapina in banca. Fece un respiro profondo, si calò sul volto il cappello e aprì la porta. Entrò lentamente, sostenendosi al suo deambulatore marca Carl-Oskar. Mancavano cinque minuti alla chiusura e in fila c’erano tre clienti. Il deambulatore cigolava, nonostante lo avesse lubrificato con l’olio d’oliva, da quella volta che si era scontrata con il carrello delle pulizie alla casa di riposo e la ruota era rimasta storta. Ad ogni modo, quel giorno la cosa non contava. Ciò che importava era che il deambulatore fosse provvisto di un grande cestino in cui infilare un bel po’ di soldi.

Märtha Anderson di Södermalm se ne andava in giro lievemente china in avanti, con indosso un cappotto di colore indefinibile scelto appositamente per non dare nell’occhio. [...] Cominciava a innervosirsi. Non poteva rimanere là dentro troppo a lungo. Qualcuno avrebbe finito per notare qualche particolare del suo abbigliamento, della sua andatura o altro. Vale a dire proprio ciò che non si augurava, dato che il suo intento era di passare per una qualsiasi signora anziana entrata in banca per ritirare del denaro. Ed era ciò che si apprestava a fare, per la verità, sebbene la cassiera sarebbe rimasta alquanto sorpresa dalla cifra... Märtha infilò la mano nella tasca del cappotto per recuperare il ritaglio del «Dagens Industri». Dell’articolo, che stimava quanto le rapine costassero alle banche, aveva ritagliato il titolo: “Questa è una rapina”.

Erano state quelle parole a darle l’ispirazione.

     

Per saperne di più e per un’anteprima gratuita, ecco il link: http://www.newtoncompton.com/libro/978-88-541-5021-8/la-banda-degli-insoliti-ottantenni

     

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