Ippolito Edmondo Ferrario, il serial writer più giurassico del Ponente ligure incontra gli studenti delle scuole medie di Masone.
Ai cattivi maestri lo scrittore Ippolito Edmondo Ferrario ha sempre preferito i “Cattivi tenenti”, tanto per dirla alla Harvey Keitel. Ma se un manipolo di pargoli, seppur cresciuti, reclama la presenza del pietrificatore in cattedra, lui non si tira certo indietro di fronte alla pedagogica missione intellettuale. L’argomento che attanaglia le giovani e fresche menti degli studenti delle scuole medie di Masone è l’onnipresente processo per stregoneria di Triora di cui il novello scrittore-pietrificatore conosce vita, morte e miracoli. La saga stregonesca che ormai perseguita il sempre più insofferente noirista milanese si concluderà - così spera il poveretto - con l’incontro di Masone dove tenterà, da buon illuminista, di far luce su una della pagine della storia ponentina più inique e oscure. Forte della sua verve orami prossima al tracollo, Ferrario illustrerà alla meglio e alla peggio gioventù, i fatti trioresi del 1587 e non mancherà di fare una personale incursione sui truci retroscena sui quali si fonda il noir Il pietrificatore di Triora (Frilli Editori, 300 pag., 11.50 euro) il thriller più diseducativo degli ultimi mesi.
