Il desiderio nelle sue strane manifestazioni è il tema centrale di Thelma, diretto da Joachim Trier, che è anche coautore della sceneggiatura insieme a Eskil Vogt. In un continuo gioco chiaroscurale fra sogno e realtà, energie psichiche e architetture asettiche, la storia si concentra sulla figura della protagonista, Thelma appunto (Eili Harboe), studentessa di biologia presso un’università norvergese. La sua vita ci appare circoscritta a pochi luoghi, racchiusi dentro il perimetro rassicurante del campus: le aule dove assistere alle lezioni, la biblioteca dove studiare, la piscina dove nuotare, la camera dove dormire e farsi da mangiare. Isolata e senza amici, la ragazza sembra non essere avvezza alle regole poste alla base dell’interazione sociale. In una delle prime inquadrature del film, Thelma ci appare come una studentessa fra tante, confusa nello sciame di persone che si agitano nel campus: i campi lunghissimi, che già evidenziano lo status di formiche anonime di tutte le persone che gravitano dentro l’università, amplificano il senso di spaesamento della protagonista, che non sa bene come orientarsi in quello che è a tutti gli effetti il suo primo vero e proprio ingresso nel palcoscenico della vita.
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Thelma ∂ ThrillerMagazine
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