Nelle loro forme più svariate, pistole e revolver hanno sempre avuto un grande fascino, fino a diventare le più note tra le armi da fuoco. Banditi, pirati, cowboy, ma anche gang­ster, borseggiatori o rapitori… le rivoltelle e le pistole sono diventate una costante nel cinema, nella letteratura, e purtroppo, a volte, anche nella realtà.

La storia di queste armi non è quindi solo quella di un oggetto pericoloso, usato dagli eserciti o dalle forze dell’ordine, ma si accompagna all’evoluzione storica e culturale del nostro tempo.

Una Colt spunta dalla fondina legata alla gamba di un avventuriero, un agente segreto nascosto nell’ombra avvita lesto un silenziatore, un poliziotto in incognito estrae una piccola arma dalla fondina alla caviglia. In queste pagine, riccamente illustrate, Frederick Myatt narra non solo la storia della trasformazione estetica e ingegneristica di queste armi, ma come questa si sia mossa di pari passo a guerre, invasioni, attentati; ci descrive nel dettaglio il loro funzionamento e la loro evoluzione nel tempo, le modifiche apportate dai più famosi armaioli, passati alla storia per i loro brevetti innovativi che permisero di arrivare alle pistole come le conosciamo oggi. Pistole e revolver sono qui divisi in sezioni con uno sviluppo cronologico, da quelli a pietra focaia alle pistole automatiche, a cui si aggiunge una parte sulle armi più particolari e curiose appartenute a duellanti, viaggiatori, avventurieri e delinquenti.

“Dio ha fatto i grandi uomini. E Dio ha fatto i piccoli uomini. Ma poi la Colt ha fatto la .45 per renderli uguali”. – Don DeLillo

“Io so quello che pensi. Ti stai chiedendo se ho sparato sei colpi o solo cinque. Ti dirò che in mezzo a tutta quella baraonda ho perso il conto io stesso. Ma dato che questa è una .44 Magnum, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Di’, ne vale la pena?”. – Clint Eastwood in Ispettore Callaghan: il caso “Scorpio” è tuo, 1971