Racconto tratto da “Era già morto quando fu ucciso”: dieci enigmi con duplice soluzione, e risolverli toccherà a te, o lettore.

I

Era una bella giornata di sole.

È una notte buia e senza luna.

Chiara uscì, entrò allegramente in macchina e partì.

Bruno se ne sta in casa, lugubre e pensieroso.

Chiara arrivò al suo gabinetto di veterinario: era pieno di cani, gatti, piccoli animali.

Bruno entra in bagno e Spyro lo segue, strisciando.

Chiara non aveva mai visitato una tartaruga... c’è sempre una prima volta!

Bruno dorme, Spyro è acciambellato ai piedi del letto.

È stata una giornata faticosa: a volte è più facile capire gli animali dei loro padroni.

Bruno ha gli incubi: gli succede sempre quando è stanco.

Un bel bagno nella vasca idromassaggio e poi lo spettacolo. Ma prima... .

Il suono del campanello sveglia Bruno. Va alla porta: nessuno. Ma allora lo ha sognato... no, un momento!!

“Credevo sarebbe stato più difficile...” si disse Chiara: il suo spettacolo la aspettava... ...

II

“Aspetti un momento...”, disse De Paoli. “Vuol farmi credere che è morto per il morso del suo serpente?”

“Certo”, disse il medico legale. “È una specie velenosissima...”

“Ma Bruno Carpi lo teneva in casa, così, rischiando?”

“Questo è lo strano... Di solito i serpenti non fanno del male ai propri padroni...”

“Un bel rompicapo...”

“Eh, sì, ma è affar suo, commissario...”

“Ma può essere stato un incidente..”, azzardò Federici.

“Ti intendi anche di serpenti?”, il tono di De Paoli era decisamente acido.

“No, ma ho letto anch’io che il serpente si abitua al padrone e il padrone lo sa, altrimenti sarebbe un suicidio tenere in casa un rettile velenoso... A meno che...”

“Dai, sentiamo la teoria del giorno!!”, a De Paoli stava venendo il mal di testa.

“A meno che qualcuno non sia venuto e abbia aizzato l’animale contro Carpi...”

“Geniale intuizione, Antonio! Ma adesso datti da fare, e vedi se riesci a dimostrarla!!”

III

Napoleone Bonaparte diceva: ‘preferisco i generali fortunati a quelli intelligenti... ’

Antonio Federici, l’assistente del commissario De Paoli, era sicuramente fortunato, ancorché indubbiamente intelligente.

“Ho un’amica che fa il veterinario... sentirò lei, commissario.”

“Pronto, sono Chiara, non sono in casa: lasciate un messaggio dopo il segnale acustico... .”

“Riproverò più tardi”, pensò Antonio... .

E tu, lettore, come pensi siano andate le cose?

Vorrei da te un paio di soluzioni non banali: dai, datti da fare!!

Soluzione A

Dopo il bagno, Chiara prese il borsone e controllò che ci fosse tutto: costumino, paillettes, cilindro, bastoncino... No, non faceva l’illusionista a tempo avanzato: la notte si trasformava in cantante di un locale un po’ osé.

Le piaceva questo sdoppiamento della personalità.

Di giorno Chiara, la bionda, efficiente, irreprensibile veterinaria.

Di notte Moira, la bruna, affascinante vocalist.

Irraggiungibile, però.

Riceveva naturalmente numerose avances, ma le rifiutava con eleganza.

Tranne che in un’occasione.

Una sera, mentre si esibiva, aveva notato in prima fila un signore che, il giorno stesso, era venuto nel suo gabinetto e le aveva portato a visitare un serpente. Abituata a bei micioni e teneri cuccioli, Chiara aveva provato un senso di ribrezzo, ma era pur sempre un animale ed era suo compito visitarlo.

Il signore del serpente divenne un habitué del suo spettacolo.

Un giorno, se lo ritrovò all’ambulatorio.

Ma senza serpente.

Chiara lo ricevette comunque e lui le fece

capire che aveva scoperto il modo in cui lei trascorreva le serate... Non voleva ricattarla, desiderava il suo amore...

Ma a Chiara questo individuo non piaceva. Il signor Carpi, questo era il suo nome, era perfino più viscido del rettile da lui posseduto.

Però Carpi non si arrese, continuava a venire in ambulatorio, a telefonarle, poi la aspettava di notte alla fine dello spettacolo... insomma, una vita d’inferno!

Chiara non poteva naturalmente denunciarlo, perché lui avrebbe rivelato la sua doppia vita e ne avrebbe rovinato la reputazione.

E allora, allora rimaneva un’unica cosa da fare...