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ThrillerMagazine

Dietro le Quinte
a cura di Mauro Smocovich

Dietro le Quinte: Stelvio Mestrovich

Ho creato la figura dell’ispettore capo della Polizia di Stato Giangiorgio Tartini nei romanzi “Venezia rosso sangue” “Delitto in Casa Goldoni” e “La sindrome di Jaele”. Scene delle indagini Venezia e, in parte, la Sicilia. Poi ho cambiato ambientazione e da Venezia ho trasferito le indagini poliziesche a Vienna, battezzando, con un nuovo noir, la figura del commissario Clemens Pallavicini

Mi chiamo Stelvio Mestrovich Wotninsky (quest’ultimo cognome apparteneva alla mia bisnonna, dal lato  paterno,  Barbara di Cracovia ).

Sono nato a Zadar nell’ex Jugoslavia, oggi Repubblica di Croazia, da genitori italiani (mia madre era  di Firenze) il 20 giugno 1948.

Mi sento “viennese” in tutto e  per tutto.  Mio nonno paterno Giovanni  fece  l’Accademia Militare a Wiener Neustadt ...

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Dietro le Quinte: Barbara Baraldi

La mia più grande paura sin da piccina era che una bambola, che vedevo un po’ come una bambina senza l’anima, potesse rubare la mia anima. Le fissavo per controllarne i movimenti. Non si è mai tradita, è rimasta sempre immobile Leggi l'articolo>

Dietro le Quinte: Giulio Leoni

Per me non esiste il terrore della pagina bianca, se con questo si intende quel tempo più o meno lungo in cui le idee razzolano vaghe e indistinte, in attesa di precipitare in una qualche forma spendibile. Quello semmai è un periodo di attesa denso di frequentazioni e di incontri, di meravigliose aspettazioni, di sogni e di riconciliazione con il mondo che ci circonda e che per forza di cose abbiamo trascurato nei tempi ossessivi della scrittura.
No, il terrore comincia quando l’idea si è formata, e mi splende davanti con il tragico biancore di Moby Dick. Perché so che da quel momento non ci sarà altro che il tormento della scrittura, ore e ore a cercare di dar forma soddisfacente all’idea che in quel momento mi possiede Leggi l'articolo>

Dietro le Quinte: Nicola Verde

Per la scrittura non ho segreti particolari, né seguo riti scaramantici. L’idea la rimugino per un po’, poi mi attrezzo, faccio ricerca e alla fine parto. Faccio delle scalette, che poi, puntualmente, perdo. Le rifaccio. Mi dànno la traiettoria. Le cambio lungo la via. Le abbandono. Il romanzo lo lascio e lo riprendo. Intanto faccio altre cose. Per lo più racconti. E intanto perdo il romanzo, almeno il file con le ultime correzioni. Ma in compenso ho scritto un mucchio di racconti Leggi l'articolo>

Dietro le Quinte: Franco Limardi

E’ che mi è sempre piaciuto stare a sentire le storie che mi raccontavano; mi deve essere venuta voglia di scrivere per questo, per sentire storie che mi piacessero Leggi l'articolo>
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