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ThrillerMagazine

Massimo Carlotto: l’amore e i banditi

Marilù Oliva intervista il creatore dell'Alligatore a proposito dell'ultimo romanzo "L'amore del bandito"

«Sono preoccupato. Non solo per l’entità della presenza criminale nei nostri territori ma soprattutto dell’assenza di informazione adeguata nell’opinione pubblica. Un paese che ignora quanto sta accadendo è debole e impreparato. La consapevolezza invece è un’arma temibile in grado di cambiare la realtà.» (Massimo Carlotto)

Hai viaggiato e vissuto molto all’estero, sei tradotto e conosciuto in diversi paesi. In che cosa, questo contatto col mondo, ti ha arricchito personalmente e professionalmente?
Non riesco a vivere senza viaggiare. Essere “altrove” mi permette di pensare alle mie storie con la giusta distanza e di riflettere con maggiore pacatezza sollecitato da stimoli di culture diverse. Inoltre confrontarmi con editori e lettori stranieri permette di ragionare sul proprio lavoro a partire da percezioni molto differenti delle storie e dei personaggi.

“L’amore del bandito”, appena uscito per Edizioni e/o, si può definire un noir di malavita e d’amore?
E d’inchiesta. Diversi piani narrativi che si fondono in un romanzo che vuole fare il punto sulle infiltrazioni mafiose nel Nordest italiano. Ma tutti, buoni e cattivi, amano e sono amati e per me è stata l’occasione per creare un intreccio dove tutti alla fine sono costretti a scegliere per “amore”.

L'intervista integrale in rubriche/8734

Autore: Redazione - Data: 20 ottobre 2009

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